
Non si farà, il Comune ci ha ripensato, almeno non subito. Stiamo parlando dell’Isola Pedonale sui Navigli annunciata venerdì scorso con avvio immediato, operativa tutti i fine settimana fino a febbraio. La delibera che aveva fatto esultare i commercianti, di fatto scontentava i residenti pronti a dare battaglia su una delibera unilaterale, che sulla carta doveva essere presa di concerto. Queste le parole di Anna Brala, presidente del Comitato per la tutela dei Navigli, intervistata su La Repubblica di sabato:
Un colpo simile non ce lo aspettavamo. Ci hanno rassicurati sul fatto che non avrebbero deciso senza concordare la scelte con noi. Ho sentito gli assessori giovedì, hanno annunciato un incontro per studiare un piano condiviso e siamo stati scavalcati.
Oggi il dietro front sull’isola dimostra che il tavolo di concertazione con i residenti è prioritario per far partire l’Isola pedonale. L’Amministrazione “pentita” torna sui sui passi e fa sapere, per bocca dell’ assessore D’ Alfonso, che l’Isola “diventerà operativa solo dopo la pubblicazione di apposite ordinanze che saranno emesse in seguito all’ incontro con i comitati, che si terrà nei prossimi giorni”. Sul tavolo la questione “Movida Navigli” rimane calda, e di fatto continua ad essere un serio problema per i residenti che convivono con schiamazzi, incuria e degrado. I rimedi? I residenti propongono la chiusura dei locali alle 23. Voi, cosa ne pensate?
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codroipo
17 ott 2011 - 10:59 - #1centro destra o centro sinistra sempre incapaci riamngono
aleeeeee
17 ott 2011 - 11:19 - #2chiusura locali alle 23??? ma stiamo scherzando?
mashiro
17 ott 2011 - 11:46 - #3Chiusura dei locali alle 23 nei weekend: propostona!!!
Suggerisco a tutti i residenti sui Navigli di andare a vivere a Liscate o equivalenti e lasciarci il diritto di godere di una delle più belle zone di Milano.
lirriverente
17 ott 2011 - 12:19 - #4No chiusura locali dopo le 23,i residenti hanno le loro ragioni,ma non sono i ragazzi nei locali il loro problema.
Chi e cosa degrada i navigli è ben altro…
aleeeeee
17 ott 2011 - 12:21 - #5bravo mashiro!!! se fosse per i residenti di qualsiasi quartiere milano sarebbe una città dormitorio!! anche a milano ci sono molti quartieri dove si può dormire tranquilli la notte, che si trasferiscano là o che se ne vadano a svernare in brianza!!!!!
chimera222
17 ott 2011 - 13:54 - #6ovviamente non si può far mai niente, perché non appena si propone qualcosa qualcuno protesta
eceraxa
17 ott 2011 - 14:51 - #7secondo autogol della giunta dopo quello dei parcheggi….e lo dico da votante pisapia. Dai Sindaco, un pò di coraggio!
AndreaUPI
18 ott 2011 - 01:12 - #8Sì cari residenti, e voi lavorate due giorni in meno a settimana per andare in par con i mancati guadagni degli esercizi in zona.
Roba da matti.
yeti_
19 ott 2011 - 20:55 - #9Non si possono criticare i residenti: non piace a nessuno sentire alle 2 di notte tutti i giorni gente che discute animatamente sotto la tua finestra (sopratutto quando il giorno dopo ti devi alzare presto per andare a lavorare, o quando il clima ti permette di aprire la finestra, ma la devi tenere chiusa altrimenti neanche senti la TV) non è giusto neanche pretendere che si trasferiscano, visto che molti abitavano in quelle zone quando non c’era neanche un locale in quelle vie.
Dall’altro lato non si può impedire ai ragazzi di uscire e divertirsi la sera, è ridicolo pensare di chiudere i locali notturni alle 23 come chiede qualcuno.
La colpa è di chi a suo tempo ha permesso l’apertura di tutti quei locali serali in zone fortemente residenziali.
Le stesse storie ci sono all’Arco della Pace, stesse lamentele infinite sia dei residenti che dei gestori dei locali (e di chi li frequenta).
Qualunque cosa faccia il comune, non si arriverà MAI a qualcosa di condiviso veramente sia dai fruitori della movida che dai residenti.
Nelle zone residenziali al massimo si può fare prosperare una movida “soft”, ossia pizzerie e ristoranti, qualche gelateria ma pochissimi pub, insomma locali che la sera chiudono presto (sopratutto in settimana).
Però sono dell’idea che non si può avere una città dormitorio, quindi bisogna trovare location alternative per la movida notturna, incentivando zone poco residenziali.
Chiaramente non è che si può fare dall’oggi al domani ed è tutt’altro che semplice (non è che puoi dire ad un locale: o ti sposti da qui o devi chiudere)
Quali zone privilegiare?
zone molto periferiche ( che spesso sono luoghi abbastanza tristi e degradati e potrebbe essere una scusa per riqualificarli seriamente),
oppure l’estremo opposto, il centro della città (che avrebbe il vantaggio di essere ben servito dai mezzi pubblici e facilmente raggiungibile da qualunque parte della città, però di spazi commerciali liberi praticamente non c’è ne sono)