Camparino Milano Speak Easy: i drink firmati da Francesco Cione e dallo staff dell’Octavius

Blogo vi porta alla scoperta dell’ultima serata esclusiva Speak Easy realizzata da Campari nell'iconico Camparino.

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Una serata speciale, nascosta nel cuore di Milano, al primo piano del famoso Camparino in Galleria. Il quarto appuntamento Speak Easy è The Stage, questa la parola magica per accedere al locale. Le atmosfere sono quelle dei film anni Trenta, con ottima musica dal vivo e cocktail speciali da gustare, molto lentamente per non perderne neanche il più piccolo piacere. Al bancone lo staff dell’Octavius, capitanato dal bartender Francesco Cione, che ci ha raccontato come sono nati i drink per questa serata e qualche segreto del suo successo.

Quali sono i drink che hai scelto per l’ultimo appuntamento Speak Easy al Camparino?

Ci tengo a dire che i nostri drink vengono da un team-work, un lavoro di squadra. È una delle caratteristiche dell’Octavius, che ho il piacere, l’onore e l’onere di gestire. La cosa che ci piace sottolineare è che il nostro lavoro è un lavoro corale e le nostre ricette sono realmente “nostre”, perché le creiamo insieme. I drink di stasera sono molto semplici e ricalcano prima di tutto lo stile della location fantastica che ci ospita oggi, ovvero il Camparino in Galleria. Il Campari è l’elemento principale e abbiamo voluto creare dei cocktail quanto più possibili vicini al rituale dell’aperitivo, che a Milano soprattutto è vissuto come momento di aggregazione che deve andare oltre al concetto di semplice Happy Hour. Il welcome drink è un classicissimo Campari shakerato che serviamo in modo shot, ovvero in quantità ridotta rispetto al normale. La peculiarità è una nota di vaniglia. Poi al banco del bar la sorte deciderà quale dei due cocktail i nostri ospiti potranno assaggiare.

Che cosa vuol dire “la sorte”?

Il tema di questa sera è legato all’ambito navale. Il Camparino si è trasformato in una nave misteriosa che non è ufficialmente salpata, quasi fosse una sorta di bisca. Questo per riprendere il concetto di Speak Easy, in un modo più all’italiana. Ci siamo rifatti al film Asso, ambientato proprio qui a Milano, con il grande Adriano Celentano, che gestiva questa bisca clandestina, sotto lo storico bar Magenta. E abbiamo voluto, in un modo quasi surreale, creare questa atmosfera, dove sarà il fato, dato dal lancio di una moneta, a decidere che cosa potranno assaggiare i nostri ospiti. L’alternativa è tra l’Americano lavorato, una rivisitazione dell’Americano e del Campari Lavorato, miscelando del Bitter Campari e del Cinzano 1757 Vermouth Rosso, aggiungendo del Barolo chinato e una nota speziata agli agrumi, e il Campari Allongé, con questo nome un po’ francese perché è un drink abbastanza sofisticato. Qui abbiamo il nostro Campari che si sposa bene con del succo fresco di pompelmo rosa, un liquore peculiare alla Mastiha, derivato da un resina greca, e poi il tutto allungato con del seltz.

Poi c’è un sorpresa?

C’è il Grazie(lla), chiamato come la famosa bicicletta. Perché? Vuole essere prima di tutto un ringraziamento per gli ospiti che sono intervenuti a questa serata e poi perché la ricetta riprende un altro classico dei bar di paese, ovvero il Campari tagliato con il vino bianco, noto come bicicletta o tandem. In questo caso il nostro Campari è stato miscelato con un vino bianco aromatizzato con del cedro, gasato e poi imbottigliato in piccole bottigliette, che si possono portare a casa come ricordo.

Sei stato nominato bartender dell’anno 2015 e hai rappresentato l’Italia in una grande competizione…

Assolutamente sì, è stato un vero onore. Sono stato in Sudafrica e ho avuto l’occasione di stare a contatto con più di 50 bartender proveniente da Paesi diversi. Situazioni come queste ti permettono di andare a migliorarti nei rapporti interpersonali ma anche nel lavoro.

Qual è il segreto del tuo successo?

La passione, che non mi ha mai abbandonato, nonostante i momenti difficili che questa professione ti presenta quotidianamente. Poi, oltre alla tecnica, che si può apprendere in qualsiasi momento della vita, è il carattere empatico che bisogna avere nei confronti degli ospiti, perché il bar è un centro di aggregazione ed è certamente vero che solo andando a conoscere il cliente, lo si può rendere felice.

Iniziativa in collaborazione con Gruppo Campari spa

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