Elezioni comunali Milano 2016: che cosa farà Sel?

Tre strade si aprono per il partito della sinistra, alle prese con il graduale addio al Partito Democratico.

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La campagna elettorale per le elezioni comunali di Milano 2016 sta per entrare davvero nel vivo: l'atmosfera in città, passata la sbornia collettiva di Expo, inizia a farsi elettrica e le domande che si rincorrono, di norma, sono tre: "Ma davvero sarà Giuseppe Sala il candidato?", "le primarie del Pd si fanno o no?" e "qualcuno ha capito chi sarà il candidato del centrodestra?".

Tante domande, e pochissime risposte. Soprattutto perché a Milano si vive in una condizione unica rispetto al resto d'Italia: se a Roma, Bologna e Torino è ormai quasi certo che l'alleanza tra Sel e il Partito Democratico è archiviata, lo stesso non vale nel capoluogo lombardo, dove sono in tanti a pensare che valga la pena di tenere viva la coalizione e l'esperienza che ha portato alla storica vittoria di Pisapia nel 2011. Certo è che, da parte del Pd nazionale, arrivano continue bordate contro chi prova a seguire questa strada: i dubbi gettati sulla possibilità che le primarie si tengano davvero e il tentativo di imporre dall'alto un candidato come Sala (che con la sinistra non ha molti punti di contatto) non semplificano la vita a Sel e agli altri soggetti della sinistra.

Rifondazione ha già sapere che non parteciperà alla coalizione in nessun caso, nei consigli di zona iniziano a sperimentarsi gruppi unici tra Sel, Rifondazione, Idv e qualche esponente del Pd e insomma il clima non sembra essere dei più costruttivi per tenere in vita l'esperienza "arancione" che fu. La speranza, però, è l'ultima a morire, ed è noto come ci siano pezzi importanti di Sel, a Milano, che puntano tutto su Pierfrancesco Majorino.

Delle tre strade che si aprono per Sel questa è la prima: appoggiare Majorino in una corsa contro Sala alle primarie e provare a strappare un'altra clamorosa vittoria. D'altra parte, Majorino sarà anche del Pd, ma ci sono pochi dubbi sul fatto che abbia più punti di contatto con Sel che con il Pd come lo intende Renzi. E se alle primarie si perde? In questo caso, due alternative: restare fedeli al patto delle primarie, ingoiare il rospo, e appoggiare Sala; oppure, con una mossa che ricorda quanto avvenuto nelle regionali in Liguria, rompere e presentare un candidato proprio.

Mossa che probabilmente metterebbe la parola fine all'esperienza delle primarie: come si fa a pensare di restare fedeli al patto delle primarie solo quando si vince? A quel punto, che avrebbe il Pd da guadagnarci a continuare a farle? D'altra parte, la candidatura di Sala, per il mondo della sinistra, è di quelle davvero difficili da digerire. A questo punto (e questa è la terza strada) tanto vale rompere fin da subito, ricucire per l'ennesima volta i vari pezzi della sinistra e presentare un proprio candidato fin da subito.

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