Che cos'è Milano 2040: il progetto per la Città della scienza

Una città della scienza laddove sorgeva l'Expo: ecco la nuova scommessa di Milano.

Milano 2040: un progetto molto molto ambizioso per far sì che gli ultimi sei mesi diventino soltanto la prima parte di un processo decennale che punta a far diventare Milano una delle capitali europee anche sotto il punto di vista della ricerca scientifica e dell'innovazione. E non sarà facile: perché Milano è da tempo la capitale della moda e del design, è ancora un centro finanziario importante, ha guadagnato moltissimo in termini di "brand" grazie al lavoro degli ultimi anni, ma in quanto a ricerca, scienza e innovazione ancora non ci siamo.

Ecco perché sull'area dell'Expo si punta a far sorgere una Città della Scienza, qualcosa che unisca la ricerca (con il campus della Statale), la scienza (con il centro di ricerca avanzata con l'Istituto italiano di tecnologia di Genova) e l'innovazione (con l'hub delle imprese innovative che vuole Assolombarda). Un progetto a lunghissimo termine, da qui al 2040 (anche se la data, va detto, è assolutamente simbolica).

Per questa ragione il governo sta per fare il suo ingresso in Arexpo (la società che possiede il milione di metri quadri dell'Expo) ed è pronta a impegnarsi per 50 milioni. Fermi un secondo: 50 milioni? Si tratta davvero di poca cosa, visto che le prime stime (che andranno sicuramente riviste al rialzo) parlano 200 milioni di euro per il centro di ricerca avanzata e 540 milioni per il campus della Statale (e manca quindi il polo delle start up). Ovviamente si tratta solo di una prima "donazione" (che servirà più che altro per iniziare a ripagare le banche), ma l'impegno del governo è quello di stanziare un miliardo e mezzo di euro nei prossimi dieci anni per portare a conclusione il tutto.

Altri dettagli per il momento non ci sono, si sa però che per il centro di ricerca saranno occupati 70mila metri quadri, per il campus della Statale 215mila metri quadri e 105mila metri quadri andranno al polo di Assolombarda. I restanti 600mila metri quadri saranno di verde e di parco. Un progetto di questo tipo sembra un sogno, la speranza è che non si trasformi in uno di quegli incubi senza fine che conosciamo fin troppo bene.

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