La paura per gli attentati e le misure di sicurezza a Milano

In città si avverte qualche timore: stretta sui luoghi sensibili.

È inevitabile che gli attentati a Parigi creino un po' di preoccupazione nelle altre grandi città europee. Tra queste, ovviamente, c'è Milano (anche se i pensieri corrono con maggiore ricorrenza a Roma e al Giubileo che sta per iniziare). Non è questo il luogo per un'analisi approfondita sui rischi che si corrono a Milano e sulle differenze con Parigi, vale però la pena di segnalare come l'Italia stia giocando un ruolo molto diverso da quello francese in Siria e come la composizione sociale delle nostre città sia profondamente diversa da quella francese o belga.

Differenze fondamentali, ma che non bastano a placare le inevitabili paure dei giorni seguenti agli attentati. E in effetti, anche in città, si registrano maggiori misure di sicurezza. A dir la verità, per il momento ciò che si può osservare a occhio nudo è "solo" una stretta dei controlli nei punti più sensibili: prima di tutto il Duomo.

I militari dell'esercito davanti alla nostra Cattedrale avevano indicazioni ben precise già durante Expo, e adesso le misure di sicurezza si sono alzate ulteriormente; con il risultato che ieri la fila di persone che attendeva di entrare in Duomo arrivava fino a metà del sagrato. E oltre al Duomo? Nella notte di venerdì era stata estesa una vigilanza massima su aeroporti e stazioni, sedi diplomatiche, luoghi di culto, monumenti e musei, centri commerciali e luoghi di aggregazione, scuole e università di diversi paesi; ma è difficile immaginare che queste misure durino ancora a lungo.

Misure di sicurezza aumentate anche per quanto riguarda lo Stadio di San Siro, mentre si iniziano a preparare i piani per la prevenzione in vista del grande appuntamento del maggio 2016: la finale di Champions. Non solo: le forze dell'ordine stanno lavorano sull'addestramento dei propri uomini per meglio affrontare lo scenario che più di frequente si sta vedendo: gli attacchi simultanei in più zone della città.

Ma uno dei problemi di questi attacchi simultanei è proprio la loro imprevedibilità: a meno di militarizzare tutta la città (scenario davvero spiacevole), non si può mai sapere dove colpiranno degli eventuali attentatori. Non solo: la coperta è corta, e per i terroristi, eventualmente, non è un lavoro difficile quello di scoprire quali sono i luoghi più sorvegliati e decidere di colpirne altri.

In ogni caso, l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli ha avanzato la richiesta perché parte degli uomini inviati a Milano per via dell'Expo - e che adesso stanno per essere dislocati a Roma in vista del Giubileo - rimangano in città. Si tratta, per la precisione, di 150 uomini delle forze dell'ordine, ma ancora non si sa se la richiesta verrà accolta.

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