SMX Milan 2015: intervista a Julia Olennikova

Dopo il grande appuntamento meneghino dedicato al social media & SEO marketing, due chiacchiere con la community manager di SEMrush Italia.

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SMX 2015, che si è tenuto a Milano il 12 e il 13 novembre al MiCo (e di cui Blogo.it è stato media partner), è il più grande evento internazionale nel campo del digital marketing. Oltre 50 speakers internazionali, 1.000 partecipanti, 35 track sessions, un "bootcamp" dedicato ai meno esperti, e discorsi tenuti da figure chiave di Facebook, Google e tanti altri.

A conclusione dell'evento, abbiamo scambiato due chiacchiere con Julia Olennikova, community manager di SEMrush Italia, "gold sponsor" di questa edizione di SMX nonché una delle principali società per la consulenza e la fornitura di strumenti per il marketing online.

Domanda introduttiva: ci puoi spiegare brevemente qual è il tuo ruolo nel mondo SEM e, in particolare, di che cosa ti occuperai durante SMX 2015?

Nel team di SEMrush svolgo la funzione di community manager. Mi occupo dei profili social aziendali in lingua italiana e organizzo anche gli eventi online di SEMrush in Italia, come webinar e hangout in diretta, partendo dall’ideazione e ricerca degli speaker, fino alla distribuzione e promozione dei contenuti registrati.

SEMrush ha avuto il piacere di partecipare all’edizione SMX 2015 come Gold Sponsor e in quest’occasione il nostro team ha intervistato molti dei protagonisti di questa importante manifestazione, raccogliendo opinioni, consigli e previsioni di oltre 50 esperti italiani e internazionali di web marketing sui trend e le tendenze del settore per il 2016.

Recentemente si è parlato di come Facebook abbia superato Google come fonte di traffico per i siti d’informazione online; pensi che nel futuro il ruolo dei social media diventerà sempre più importante a danno del lavoro compiuto sui motori di ricerca?

Direi che noi, come web marketer, dovremo giocare su ambedue i fronti. Facebook permette di conversare con l’audience potenziale in tempo reale, perciò non è sorprendente che stia facendo la parte del leone in quanto al traffico referral per i siti d’informazione. Sembra che sia solo l’inizio della lotta di Facebook contro il gigante del search per ottenere la leadership nel traffico. I social fanno ormai parte della nostra vita quotidiana, una buona parte di oltre un miliardo di utenti Facebook si sveglia e si addormenta connessa al suo profilo social. Quindi i social network non possono essere ignorati dal punto di vista marketing, il loro potenziale è enorme e continua a crescere; quello che vediamo ora è solo la punta dell’iceberg. Se c’è ancora qualcuno che non utilizza i social network nelle proprie strategie di marketing, pensando che non sia un canale in cui può ritrovare il suo target, sbaglia.

Insomma, il potenziale dei social media non si può ignorare, ma nemmeno si può ignorare quello di Google. La frase “just google it” gira ancora tanto per la vostra audience e vivrà a lungo in buona salute.

Google ripete da anni che “content is king” e che bisogna puntare sulla qualità, eppure ho l’impressione che ancora oggi molti siti che fanno un lavoro SEO spregiudicato e che non puntano per niente sulla qualità ottengano posizionamenti ottimi. Sei d’accordo? E come si può risolvere questo problema?

Sono sicura che "Content" sta ancora indossando la sua corona da quando lo ha detto Bill Gates nel 1996. Puoi inventarti trucchi e scorciatoie, ma alla fine se l’esperienza che l’utente riceve sul tuo sito è negativa (e lo sarà senza contenuti validi) Google lo riconoscerà, e sarà solo questione di tempo. I fattori come frequenza di rimbalzo, time on page e visitatori di ritorno sono davvero importanti per i motori di ricerca, quindi senza contenuti di qualità sicuramente si perdono punti. La user experience assumerà via via sempre più peso. Il contenuto continuerà ad essere di fondamentale importanza ma la user experience farà la differenza.

Poi, come dice uno dei maggiori esperti della SEO e autore del “Manuale di SEO Gardening”, Francesco Margherita, non è più solo “Content is king” ma “Context is king”. Importa cosa hai detto ma anche chi sei: la stessa frase, detta da due persone diverse avrà un significato diverso. Lo scopo di un marketer non è solo ottenere traffico, ma costruire una relazione con le persone che vengono sul tuo sito, devi convincerle che si possono fidare di te e tornare da te. Anche i motori di ricerca si stanno muovendo nella stessa direzione. Perciò, purtroppo o per fortuna, hai ancora bisogno di creare contenuti incredibilmente di valore per conquistare e mantenere la tua audience e costruire relazioni a lungo termine.

Il lavoro SEO e SEM è studiato esclusivamente per Google o tenete in considerazione anche i “rivali”? E secondo te, nei prossimi anni, c’è qualche motore di ricerca che potrà fare concorrenza a Google?

Ci sono pochissime zone sulla mappa del mondo dove Google non è il primo tra i motori di ricerca, e lì devi prendere in considerazione gli altri giocatori. Se vuoi promuoverti in Russia e in Corea del Sud, non puoi trascurare Yandex e Naver. Ma se parliamo dell’Italia, qui vediamo che il panorama è veramente tranquillo. Se ipotizziamo chi potrebbe essere una minaccia per Google, è molto più probabile che sia un colosso social, come abbiamo già detto prima, piuttosto che un motore di ricerca alternativo.

Secondo te, com’è il panorama in Italia? Le aziende stanno finalmente sfruttando nel modo migliore le potenzialità dei social media e dei motori di ricerca?

In Italia ci sono tante aziende veramente brave a sfruttare le potenzialità del web, e le vediamo nominare sui blog, riviste e speech dedicati al web marketing con le loro case history. Un buon segno è che non sono necessariamente multinazionali, con budget e staff illimitati, ci sono anche medie o piccole imprese. Però, comunque sia, sono ancora casi abbastanza rari. Se vediamo le statistiche, mi viene in mente una ricerca di Luca Bove e Maurizio Ceravolo sui profili Google My Business dei ristoranti italiani: solo il 31% ha preso possesso della propria scheda Google. Si incontrano ancora spesso, non solo nel settore della ristorazione, i posizionamenti sbagliati su Google Maps, le informazioni che non si aggiornano, i profili social delle aziende che non rispondono mai alle domande o ci mettono settimane. Questi problemi sono ancora diffusissimi, e nessuno può risolverli, se non le aziende stesse. Può essere un lavoro abbastanza monotono e richiede tempo, ma va fatto. Solo così, con la persistenza e con la costante attenzione ai dettagli, il panorama cambierà.

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