Attentati terroristici in Italia: cosa si rischia e quali sono i luoghi sensibili a Milano

C'è davvero il rischio di subire attentati terroristici di matrice islamica a Milano?

C'è davvero il rischio di attentati terrostici a Milano? E, se sì, quali sono i luoghi che più potrebbero essere presi di mira da fanatici islamisti? Fino a pochi giorni fa, questa domanda avrebbe avuto una risposta abbastanza rassicurante, per due ragioni soprattutto: da una parte, il ruolo giocato dall'Italia in Siria è molto diverso da quello francese, che ha sganciato bombe sul paese nel tentativo di indebolire lo Stato Islamico e che ha subito proprio per questa ragione una ritorsione sul suolo parigino (stando alle testimonianze, i terroristi gridavano questa rivendicazione durante gli attentati).

In secondo luogo, l'Italia è uno dei paesi europei che ha visto meno foreign fighters partire per combattere in Siria nelle fila dello Stato Islamico, e che una volta fatto ritorno in patria possono importare anche da noi la guerriglia. Dal Belgio ne sarebbero partiti 440, in Francia 1.200, in Germania e nel Regno Unito 500 a testa. E dall'Italia? Solo 80. Il che fa del nostro paese quello con la minor percentuale di foreign fighters rispetto alla popolazione: solo 1,5 per ogni milioni di abitanti; contro i 40 del Belgio, i 18 della Francia, i 10 del Regno Unito.

Ma allora si può stare tranquilli? Diciamo che, sulla carta, il rischio che una città italiana venga colpita è, per il momento, molto inferiore rispetto ad altre grandi città europee. Questa relativa tranquillità viene però meno oggi, dopo che l'Fbi ha fatto sapere che ci sono cinque sospetti islamisti in giro per l'Italia intenzionati a colpire a Milano e/o Roma. Tutti però si affrettano a sottolineare come non ci siano ancora segnali di minacce concrete. Quindi, innanzitutto, niente panico.

Ciò non toglie che, a Milano, siano soprattutto due i luoghi considerati "a rischio": piazza della Scala e il Duomo di Milano. La cui sorveglianza è stata ovviamente rafforzata. Ma com'è già stato il caso in altre occasioni: i terroristi sembrano sempre ben consci di quali siano gli obiettivi troppo protetti e sempre capaci di dirottare le loro attenzioni verso luoghi che non possono essere adeguatamente controllati, com'è stato il caso della zona della "movida" durante gli attentati parigini.

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