Il mercato Coperto QT8 sarà dedicato interamente ai prodotti a filiera e km zero



E' un po' di tempo che si parla di prodotti a filiera corta e km zero, indicati come la panacea contro i mali della grande distribuzione (in primis i costi elevati). Cosa sono? Prodotti agricoli provenienti da fattorie vicine, sicuri ed economici.

Dentro questa filosofia ci sono anche i GAS, i gruppi di acquisto solidali, cittadini che si uniscono per fare la spesa in consorzi e cascine agricole dei dintorni. Se vi solletica l'idea di fare qualche chilometro per una spesa "come bio comanda", qui trovate un elenco delle cascine disponibili tra Milano e dintorni per acquisti direttamente dal produttore.

Se invece pensate sia uno sbattimento, forse potrebbe interessarvi l'idea dell'amministrazione, che ha deciso che i prodotti agricoli a filiera corta troveranno casa all'interno del "Mercato Comunale Coperto QT8". Destinazione d'uso che troverà attuazione attraverso un bando pubblico che assegna l’immobile di via Isernia alla realizzazione di una nuova struttura di vendita interamente dedicata all'agroalimentare sostenibile. Spiega l’assessore al Commercio, Attività produttive, Turismo, Marketing territoriale Franco D’Alfonso:

Questo progetto di riqualificazione commerciale è il primo passo di una più ampia strategia di sviluppo mercatale adeguata ai nuovi stili di vita e ai tempi della nostra città. Una strategia che consentirà di dar vita a mercati in cui viene esercitata una vendita ‘tipicizzata’, modalità commerciale non solo utile e vantaggiosa per il cittadino ma anche e soprattutto volta a promuovere una più ampia e corretta cultura alimentare capace di coniugare le tante eccellenze produttive presenti sul territorio milanese e lombardo.


L’Amministrazione intende affidare l’immobile ad un unico operatore, sia esso impresa o consorzio che dovrà necessariamente impiegare almeno il 60% della superficie complessiva per la realizzazione di punti vendita di prodotti alimentari a km zero, a filiera corta e artigianali, mentre un massimo del 30% sarà invece destinato a spazi per la somministrazione di cibi e bevande tipici dell’enogastronomia italiana di qualità. Il rimanente 10% della superficie totale dovrà essere pensato per ospitare aree aggregative, culturali e formative per rendere la struttura parte integrante della vita economica e sociale del quartiere.

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