Elezioni comunali Milano 2016: Francesca Balzani candidata alle primarie PD?

L'attuale vicesindaco sembra pronto a scendere in campo, nel segno di Pisapia e per ritrovare l'unità del centrosinistra.

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Alle primarie del Pd in vista delle elezioni comunali di Milano del 2016 potrebbe candidarsi un nuovo nome, in grado probabilmente di riunire la coalizione e dare filo da torcere agli attuali candidati alle primarie Pd, compreso quel Giuseppe Sala di cui non si sono ancora capite (del tutto) le intenzioni e che pare sia preda di parecchi dubbi dell'ultimo minuto.

Il nome è quello di Francesca Balzani, attuale vicesindaco di Milano. Un ruolo importante, in questo momento, visto che a lei Pisapia avrebbe ufficialmente chiesto di raccogliere il suo testimone, candidarsi contro la sinistra eccessivamente divisiva di Majorino (sostenuto, ma non è ancora certo, anche da Sel) e contro la possibilità che Sala si presenti come candidato di Renzi e col rischio che anche l'Ncd venga imbarcato in una coalizione che, a quel punto, darebbe l'addio all'esperienza arancione che ha trasformato la città.

In effetti, considerando la volontà di Pisapia di non ricandidarsi (nonostante le voci infondate di questi giorni), la discesa in campo della sua vice sarebbe la mossa migliore per proseguire l'esperienza di questi ultimi cinque anni. Francesca Balzani, ovviamente, sconta la scarsa notorietà tra i milanesi. Un minus al quale si potrebbe però rapidamente rimediare, grazie alla visibilità della campagna elettorale per le primarie e soprattutto grazie alla possibilità che sia proprio Pisapia a darle manforte, incoronandola sua erede e a quel punto spostando su di lei il gradimento personale del sindaco.

Ma Francesca Balzani cosa ne pensa? Al di là del fatto che è difficile immaginare un vicesindaco che rifiuti di correre per la poltrona di sindaco, va anche detto che - quando se n'è parlato per la prima volta mesi fa - era sembrata tutto tranne che contraria, semmai attendista. Adesso è il momento di uscire allo scoperto ed è possibile che la cosa si concluda rapidamente. Anche per il suo ruolo, appunto, unitario, di persona in grado di tenere insieme Sel, la minoranza Pd e l'ala più filorenziana. E a quel punto, le primarie saranno una competizione vera e interessante. Sempre che Sala (e Renzi) non decidano di forzare la mano più di quanto sembra opportuno.

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