02Blog e l'ultimo cinema porno di Milano

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Dove sono gli ultimi cinema porno di Milano? Da un po' di tempo si ventilava l'idea di tastare quel che accade in una zona grigia della metropoli, in luoghi che nel passato proliferavano in tutte le città italiane e che ora il progresso ha cacciato a pedate nell'ospizio dell'immaginario collettivo.

E così, sabato mattina, io e Gabriele Ferraresi abbiamo deciso di immergerci in uno degli ultimi cinema a luci rosse di Milano: per veder ciò che accade in questi abissi abitati da una razza che, come i dinosauri, sembra solo aspettare il meteorite che ne decreti l'estinzione.

La domanda di partenza era fin banale: con l'avvento dell'onanismo domestico, favorito da decenni di vhs, da più recenti Youporn e fratelli di streaming, passando per i DVD, cosa spinge a chiudersi in un cinema porno? La risposta non è “goliardia di soldati in uscita libera” o “visione di pietre miliari dell'hard su grande schermo”.

La risposta è molto più semplice: dopo il salto la nostra matinée al termine della notte.

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Nella maggior parte dei casi - ed era così anche venti o trent'anni fa e non solo nei cinema a luci rosse, ma anche nelle seconde e terze visioni - i cinema a luci rosse sono luoghi di incontri omosessuali. Il cinema è solo un espediente, un pretesto. Il pubblico all'interno è formato da uomini soli che cercano la compagnia di altri uomini (i travestiti sono molto graditi). Una “compagnia” che dura qualche minuto al massimo.

Ma dove c'è il sesso (o una sua rappresentazione) le leggi della domanda e dell'offerta prontamente creano delle figure che a pagamento spianano la strada al raggiungimento dell'eiaculazione. È possibile notare nel buio della sala la presenza di qualcuno che presumibilmente fa marchette, anche se la maggior parte degli incontri non sembra essere mercenario.

Iniziamo con informazioni utili. Dove si trovano i cinema hard di Milano, almeno quelli ancora attivi? Noi ne abbiamo individuati quattro. Se ne conoscete altri i commenti servono anche a questo.

1. AMBRA - VIA CLITUMNO 22- Milano - Zona viale Padova - Tel 02 26822610
3. SEMPIONE - VIA PACINOTTI 6 - Milano - Zona Portello - Tel 02 39210483
3. GARDEN - VIA MANIAGO - Milano - Zona Lambrate - Tel 02 2157992
4. PUSSYCAT - VIA GIAMBELLINO 153 - Milano - Zona piazza Tirana - Tel 02 4155295

Se il vostro sogno è emulare il neopensionato Fantozzi in una visione diurna delle "Casalingue", potete ricorrere al Pussycat di via Giambellino, aperto sin dalla tarda mattinata. Tutti gli altri accolgono spettatori a partire dalle 14.00, per chiudere intorno alle ore 23.30/24.00. L'ingresso è di 7.00/7,50 euro, con sconti per militari e anziani. Vaghiamo in un sabato mattina grigio, tra Lambrate e viale Monza, tra il Portello e Giambellino.

Dove ci attende il Pussycat, che già da fuori pare un relitto, un sopravanzo di altri tempi, un residuo bellico che attende solo di essere definitivamente disinnescato. In realtà dentro scopriamo che è enorme: centinaia di poltroncine. Ci sono pile di “pizze” sul palco sotto lo schermo. La pellicola in programmazione dovrebbe essere, si legge sul biglietto “Italian Beauty”, ma il film è in soggettiva, nel cosiddetto genere gonzo, per di più in digitale.

La conversazione è in tedesco, priva di sottotitoli: chi fa le riprese parla con una ragazza, prima lungo la strada a passeggio, poi dentro una stanza d'albergo. In oltre 20 minuti i due non fanno altro che chiacchierare e lei è ancora vestita. Una dilatazione temporale che stride come unghie sulla lavagna, rapportata alla rapidità dei coiti su Youporn, tutti compressi in clip di pochi minuti.

Intanto la vista si è abituata al buio della sala, ci sono pochi spettatori ma molto movimento. Gli astanti si alzano, si siedono, percorrono i corridoi, cambiano di posto, si dirigono a coppie nel bagno o in uno stanzino attiguo che ovviamente attrae subito la nostra curiosità. Ci sono molti anziani, qualcuno è anche piuttosto malandato, qualche straniero, qualche under 40. C'è un transessuale che passeggia in cerca di clienti. Ogni tanto ne abborda uno o due e si chiude nello stanzino.

Intanto sullo schermo continua la conversazione tra i due. Siamo in un cinema porno, c'è un film porno proiettato, ma non accade nulla. Forse è un porno concettuale.

Tre poltrone davanti a noi si siede un giovane straniero. Un anziano passeggiatore del corridoio lo adocchia e si apposta sulla seggiola davanti. Sullo schermo intanto succede quello che nessuno si aspetterebbe. La ragazza, che con molte difficoltà è stata convinta a togliersi maglietta e reggiseno, per qualche ragione ignota a coloro che non comprendono il tedesco, si riveste in fretta e furia ed abbandona la stanza.

Insomma, il protagonista del film ha ricevuto un due di picche, ma cerca di rimediare: l'azione si sposta in Olanda. L'uomo con la videocamera si ferma a parlare con due ragazze incontrate casualmente per strada. Questa volta la conversazione è in inglese. L'uomo riesce a guadagnare la loro fiducia e le convince a recarsi in qualche luogo appartato. La telecamera dell'uomo si sofferma su un tatuaggio gotico di una delle due poi. Quand'ecco l'epifania.

Lo schermo diventa nero. Buio pesto al cinema. Ecco, siamo nel momento lynchiano, non tanto del film, quanto della situazione. Si odono nitidamente i rumori dalla strada. È come se improvvisamente ci trovassimo all'esterno, ma è sempre buio, buio totale. Mi viene in mente il libro Dance Dance Dance, di Murakami, quando il protagonista si appresta ad avere delle visioni, cioè prima di incontrare l'Uomo Pecora. Avrò delle importanti rivelazioni da parte del mio spirito guida in un ordinario sabato mattina in un cinema porno?

Sfortunatamente no. Dopo alcuni secondi di suoni a casaccio lo schermo si riaccende: una produzione francese. Il regista ha un nome d'arte straordinario: Stan Lubrick. Dopo i titoli di testa, si comincia subito forte: primo piano di una penetrazione.

“Quando sale il desiderio è difficile astenersi dal fare sesso in ufficio” annuncia la voce narrante. Intanto, poche poltrone davanti a noi, il vecchio si è timidamente voltato e allunga la mano per masturbare un ragazzo. Una volta terminata l'operazione, il primo si dirige verso il bagno, il secondo esce. Prima di dimissionarci anche noi, ci resta da andare a vedere cosa c'è nello stanzino attiguo al cesso. Sospettiamo apra verso una Twilight Zone, ma è chiuso a chiave. Stazioniamo pochi secondi nel bagno degli uomini, apparentemente cristallizzato negli anni cinquanta.

Ci apprestiamo ad uscire: notiamo una fila di uomini appostati in fondo alla sala come soldati.

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