Come si vive a Milano?

Ma quindi, a Milano, si vive bene o male? Alla luce del protagonismo della città in questo 2015, facciamo un po' il punto.

Ma come si vive a Milano? La risposta più ovvia è una sola: dipende. Da chi sei, cosa cerchi, che disponibilità economica si ha (la città, come noto, è molto cara) e dalla zona in cui si decide di trasferirsi. La domanda, comunque, è molto cercata su Google, il che significa che in tanti stanno cercando di capire se Milano possa essere una destinazione adatta alle loro esigenze. E quindi, proviamo a fare il punto, senza mai dimenticare (MAI!) che Milano è una città che va scoperta, che non accoglie il visitatore; ma che bisogna iniziare a conoscere con calma, frugandola in tutti i suoi angoli.

Come che sia, una cosa è certa: negli ultimi anni la città è cambiata parecchio. Sarà merito della giunta Pisapia (ma secondo alcuni tutti i semi sono stati piantati dall'ex sindaco Moratti, chissà), sicuramente un ruolo l'ha giocato l'Expo - che ha attratto capitali che hanno consentito di portare a termine opere (metropolitane, nuove quartieri, parchi) che altrimenti chissà quando avrebbero visto la luce - magari ci sono altri fattori, tra cui il fatto che per tanti anni la città è stata un cantiere a cielo aperto in cui la vivibilità era decisamente passata in secondo piano.

Fatto sta che, adesso, tutto ciò è relegato al passato. Praticamente tutti i lavori (tranne l'annosa questione della M4) sono completati e in città si respira un'aria diversa. I milanesi hanno riscoperto l'orgoglio della loro città, della sua offerta culturale che si è andata parecchio ampliando (e quindi, niente più invidia nei confronti di Torino), del fatto di essere nell'unica vera smart city italiana, delle tante innovazioni che si sono concretizzate col passare del tempo e che adesso sono una realtà quotidiana.

È innegabile, un bel po' di orgoglio ci è stato instillato anche da tutto l'accento posto sulle questioni più alla moda: tutto ciò che sta tra "smart" e "sharing". Dalla marea di co-working che sorgono ovunque come funghi, a tutti quei "progetti di start-up" che sono ormai diventato un nuovo luogo comune per prendere (giustamente) i milanesi in giro, ma che alla fine sono una nota positiva che mostra come ci sia ancora voglia di fare qualcosa. Ovviamente, se si tocca il tasto sharing va da sé che bisogna accennare anche a Enjoy, Car2Go, Twist e le nuove Share'nGO elettriche. Che hanno rivoluzionato la mobilità in città.

Personalmente, mi inorgoglisce anche la possibilità di aver finalmente rivisto una Darsena che avevo completamente dimenticato, la possibilità di aver rivisto la Basilica di Sant Ambrogio immersa in un contesto adeguato, la vista della nuova piazza XXIV maggio, dei lavori davanti al Cimitero Monumentale che sono finalmente terminati, di un nuovo parco che sta per sorgere tra i grattacieli Unicredit e il Bosco Verticale (possono non piacere, ma sono pur sempre meglio delle macerie). Per non parlare della Fondazione Prada, dell'Hangar Bicocca che è sempre più un centro dell'arte contemporanea, e l'elenco potrebbe continuare ancora a lungo, del nuovo centro multiculturale Base (coworking, mostre, ostello, feste, botteghe artigianali).

Ecco, proprio la nascita di Base fa pensare a un grande assente di Milano. O meglio, una grande vittima: la vita sociale e notturna che esula dalle discoteche e dai grandi eventi e concertoni dei soliti nomi. La vita sociale e notturna che può richiamare quel mondo “alternativo” o “underground” (definizioni sicuramente limitanti) che non si ritrovano certo in ambienti come l’Old Fashion o l’Estathé Market Sound. Quel mondo che per esprimersi ha bisogno di luoghi all’aria aperta capaci di richiamare determinate nicchie, ha bisogno di centri sociali, di circoli Arci pronti a sperimentare, di spazi per respirare e dare sfogo alla propria creatività. In questo campo, rispetto a Londra o Berlino, siamo davvero ancora alla preistoria. Speriamo di recuperare il terreno perduto.

Ma detto tutto ciò, c'è un altro aspetto importante: dove andare a vivere se mi trasferisco a Milano? Dando per scontato che chi sta leggendo questo pezzo possa essere annoverato tra i giovani, mi permetto di suggerire qualche soluzione, in alcuni casi più cara, in altri più economica.

Va però sempre tenuto presente che Milano è una città a macchia di Leopardo, in cui andare a vivere vicino al centro non vuol dire trovarsi in una zona calda, accogliente e piena di vita; e in cui andare a vivere oltre la circonvallazione non significa trovarsi in una zona dormitorio.

Per i più giovani, comunque, le zone che possono maggiormente interessare sono soprattutto quelle più vivaci, le più adatte anche per fare conoscenza in tempi rapidi e non restare sempre a casa per evitare di impiegare ore ad attraversare la città coi mezzi per raggiungere un pub o per evitare di infilarsi nel traffico e nel dedalo di vie milanese, che per chi non è abituato può essere un bell'ostacolo.

Milano sa essere una città molto ostica, in cui è facile sentirsi sperduti. Come spesso si dice, Milano non è una città che ti viene incontro, ma che bisogna scoprire e conoscere. Ragion per cui, se dovete trovare una zona dove stare, è meglio semplificarvi la vita e cercare un quartiere che non vi faccia sentire isolati dal resto del mondo. Possibilmente frequentato da giovani e con una vita sociale già al suo interno. Una descrizione di questo tipo corrisponde ovviamente ai Navigli o a zona Isola. Ma spesso i costi per stare in queste due zone sono proibitivi. Ci si può allora orientare verso Lambrate Ventura (uno dei nuovi poli di attrazione per quanto riguarda i giovani), mentre è sempre valida l'opzione Città Studi, peraltro anche questa in zona Lambrate.

I Navigli sono sicuramente uno dei quartieri più ricchi di fascino di Milano. Sempre pieno di gente per via della movida che lo assieda, ma in cui ancora si respira un'aria di quartiere. Pieno di locali, negozi di ogni tipo, all'avanguardia per quanto riguarda lo stile (basta fare due passi per arrivare in Corso di Porta Ticinese), tantissimi milanesi non potrebbero mai vivere altrove. Ma se non amate la confusione, meglio evitare. I prezzi, poi, sono abbastanza alti (per sapere i prezzi nei quartieri di Milano, questo è il post da leggere).

Per quanto riguarda Isola, prendiamo a prestito la descrizione di un bel post su Mio Affitto: "Il quartiere si trova nell’ area nord di Milano. Il nome Isola deriva dai cambiamenti urbanistici della zona che l’hanno divisa dal resto della città. L’ Isola ricorda molto un paese in cui, appena arrivati, la tensione si scioglie, i rumori si fanno lontani e la gente per strada si saluta. Case di ringhiera, l’Unicredit Tower (grattacielo più alto d’Italia) e palazzi liberty convivono in un’atmosfera paradossalmente tranquilla. Il progetto “Bosco verticale” è ancora in fase di costruzione e si tratta di un edificio particolare su cui s’arrampica un giardino verde. Ideale per persone che desiderano vivere in un quartiere vivo, “c’è sempre gente in giro”, si respira un’aria creativa e fresca, anche se la storia e le tradizioni milanesi sono perfettamente visibili. Da vedere". Aggiungiamo solo che i prezzi in questa zona stanno rapidamente salendo, ma che nella parte più distante da Porta Nuova (comunque molto viva) sono ancora abbordabili.

Molto interessante anche Zona Tortona, regno del celebre Fuorisalone e in generale zona molto frequentata (e abbastanza cara): "Il quartiere più “in” di Milano. La zona pullula di showroom, gallerie d’arte, negozi concettuali e laboratori creativi. Location del fuorisalone. Consigliato a tutti coloro che vogliono vivere vicino al centro e repirare un’atmosfera artistica. Ha subito negli anni un’incredibile trasformazione: da quartiere malfamato è diventata una vera perla di Milano. Compresa tra il Naviglio grande e via Solari, delimitata dalla zona di Sant’Agostino e l’inizio di Porta Genova. Quartiere della moda, del design e degli happy hours. Cool".

Via Padova è l'ultima frontiera della gentrification. Un tempo anche Isola e Zona Tortona era quartiere "pericolosi", col tempo sono arrivati i giovani creativi che li hanno trasformati in quartieri cool. Adesso si pensa che la stessa cosa stia iniziando ad accadere in via Padova e le zone limitrofe (soprattutto dalle parti di via Leoncavallo e della Martesana). In effetti, circolando per quella zona, iniziano a vedersi sempre più giovani italiani, attratti dal basso prezzo delle case. La vita sociale, però, non è ancora esplosa, è via Padova è ancora da molti considerata una via pericolosa (dipende dai vostri standard, di certo non è la zona più sicura del mondo). In più, si tratta di un quartiere multietinco: "50 nazionalità diverse in 3800 metri (una persona su 3 è straniera). Affascinante ma controvresa non è sicuramente la zona più tranquilla di Milano. Sconsigliata alle famiglie, raccomandata ai giovani anche per il prezzo degli affitti piuttosto basso. Le opinioni sono molto discordanti quanto si parla del quartiere: c’è chi lo reputa assolutamente off limits perchè pericoloso e chi invece lo vive più serenamente".

Per saperne di più su questo tipo di quartieri, molto ben fatto è il libro "L'altra Milano, 36 itinerari fuori dal centro".

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