
Il popolo dell’happy hour della vita notturna conosce a menadito il Cape Town, locale sito in via Vigevano, quasi fronte Darsena. Se non siete tra questi lo avrete notato senz’altro: davanti sosta sempre un nutrito capannello di avventori, riuscendo a rendere impossibile il passaggio dei pedoni sul marciapiede. Margot ci ha illustrato come al Cape si tuteli l’ultimo sorso contro la pratica insana del ritiro del bicchiere mezzo vuoto.
Un ritrovo reso celebre anche dalla maestria di Sergio e del suo simpatico staff nel preparare ottimi cocktail, ma anche, e sopratutto, la bravura nel trattare la clientela, anche quella nuova. Raramente mi è capitato di bere un ottimo Bloody Mary come quello del Cape. E non è che un esempio: Mhai Tai e Negroni, per aggiungere carne al fuoco. E poi ci sono le frequentazioni VIP: Arnaldo Pomodoro, si dice, è un habituè, e ancora personaggi della televisione come l’ex vj Coppola, Cattelan, musicisti vari, giornalisti e imprenditori.
Il Cape è insomma un classico del preserata milanese, uno spazio virtuoso e accogliente. Proprio ieri vengo a sapere che il Cape sbarca nella City per esportare il meglio della gastronomia italiana. Sergio aprirà a fine gennaio una sede a Londra, nella centralissima Chelsea, ma non userà il nome del suo locale milanese, troppo esterofilo. Si è deciso per il vigoroso nome di “Rocco”, simbolo anch’esso dell’eccellenza italica. Non sarà un cocktail bar, ma un negozio di salumi e formaggi Made in Italy con servizio di cucina, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 24. Vi facciamo una domanda curiosa: qual’è il locale milanese che esportereste all’estero senza esitazioni?
fuzzyleo (che non riesce a fare il login)
10 nov 2011 - 16:33 - #1“di recente”? Il post di Margot è del 2006… vola il tempo, eh? ;)
gatzpacho
10 nov 2011 - 17:32 - #2Se serve a togliere un po di gente da in mezzo alla strada ben venga! lavorano una cifra in quel locale, bravi!
italianomedio
11 nov 2011 - 02:02 - #3leggendo fino in fondo ho avuto anche io la stessa reazione.
la scelta del nome è quantomai ridicola, banale e imbarazzante quanto una scorreggia in un ascensore affollato.
per quanto riguarda l’articolo.. beh alla fine si poteva riassumere in “il titolare del cape town apre un locale anche a Londra”.. se poi si fosse sorvolato sul nome.. guadagnava 100 punti. sia il locale, sia l’autore del post, sia l’immagine dell’italia in generale.
riguardo alle sviste (?) grammaticali..
la riga #1 di questo post le riassume tutte.