Gli sgomberi di case occupate (anche) in era Pisapia



Uno sgombero in stile militare quello di oggi in via Borsi al numero 10. Una decina di camionette della Polizia e una lunga schiera di agenti in tenuta antisommossa hanno chiuso la strada per una mattinata intera con l'obbiettivo di sgomberare 5 alloggi occupati abusivamente. Ma non è stato tutto facile. Poco dopo le 7, si si sono presentati una trentina di giovani antagonisti, che hanno dato vita a una protesta rovesciando e incendiando, tra le 10 e le 11, un cassonetto in piazza Belfanti. I giovani poi ci hanno riprovato in via Argelati, ma hanno desistito. Passando tra la gente che osservava gli agenti in azione, i commenti stizziti non sono mancati: c'era chi se la prendeva con la polizia, chi con gli abusivi, e chi con Pisapia.

Il Presidente di Aler (l'azienda regionale che gestisce queste case popolari) Loris Zaffra invece ha dichiarato soddisfatto: “Per molto tempo non è stato possibile intervenire all’interno del triangolo di via Gola, Borsi e Pichi, per evitare i conseguenti problemi di ordine pubblico. Oggi, nonostante la manifestazione di protesta, abbiamo placato le reazioni, liberando 5 alloggi, per poter così essere riassegnati". Ma la vicenda è molto più complessa di come la politica tenda a semplificare. A Milano, in molti quartieri popolari, esistono situazioni di disagio reale che si confondono e si intrecciano con altre situazioni di illegalità pesante. E il "triangolo" via Gola, via Borsi e via Pichi ne è forse l'esempio più lampante. A breve pubblicheremo un ampio reportage su questa zona della città, tanto temuta quanto poco conosciuta.

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