Un nuovo grattacielo a Porta Nuova

Porta Nuova si allarga verso Melchiorre Gioia, dove sorgerà l'ennesimo grattacielo della Manhattan milanese.

nuovo grattacielo milano

Un altro grattacielo si appresta a sorgere a Milano. Per la precisione, a Porta Nuova, dove si concentra la maggior parte delle nuove torri che popolano la città, accompagnate dalle tre in costruzione a CityLife. E così, dopo il Bosco Verticale, dopo il grattacielo Unicredit, dopo il nuovo palazzo della Regione, dopo il Diamantone e gli altri, spunterà un nuovo grattacielo in via Melchiorre Gioia, al posto della vecchia torre della Inps.

Il tutto è gestito sempre da quelli che vengono definiti i nuovi padroni della città: Coima sgr e Manfredi Catella, già autore di Porta Nuova (poi venduta agli arabi del Qatar) e che adesso allargherà il nuovo quartiere verso Melchiorre Gioia con la partnership degli arabi, questa volta di Abu Dhabi. Il progetto è infatti la "fase 4" di Porta Nuova, che continua a espandersi e che si sapeva fin dall'inizio che avrebbe messo le mani su quella parte della città ancora così evidentemente abbandonata a sé.

A differenza di altre operazioni, questa volta non si lavorerà di ristrutturazione: la torre Inps sarà interamente demolita per fare spazio al nuovo grattacielo milanese. Una scelta che ha fatto arricciare il naso a più d'uno: "Ma come, in un'epoca in cui non si parla d'altro che di riqualificazione e valorizzazione buttiamo giù la storia di Milano?". A queste obiezione, Catella risponde su Repubblica Milano:

"Ci sono edifici che hanno un valore storico che va preservato ed è quello che abbiamo fatto con un monumento come l'ex palazzo delle Poste di Ferrante Aporti di cui ci siamo occupati. Altri immobili, invece, sono semplicemente vecchi e hanno caratteristiche che ci limitano. Nel caso dell'Inps non avremmo potuto garantire elevati standard di efficienza".

La torre sarà affidata Cesar Pelli, l'architetto dietro l'acclamata torre Unicredit. Ma per sapere quanto sarà alta e quando saranno completati i lavori, è ancora decisamente troppo presto.

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