Dopo Expo: cosa ci sarà a Rho Pero? I tre progetti prendono forma

Nuovi attori entrano a far parte del grande progetto per il Dopo Expo. Le novità riguardano soprattutto il polo della ricerca.

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Il Dopo Expo continua a prendere forma, e nuovi attori di primissimo piano si ritrovano coinvolti in quella che è la più grande scommessa di Milano per gli anni a venire. Si parla, per quanto riguarda le ultime novità, soprattutto del polo di ricerca scientifica medico-nutrizionale. Quella parte fondamentale (ma che occuperà "solo" dai 30 ai 70mila metri quadri) che aveva sollevato un po' di perplessità.

In particolare, non era piaciuta l'idea di Matteo Renzi di consegnare le mani del progetto all'Iit di Genova. Troppo poco milanese, come soluzione, avevano detto in tanti. Ma adesso la musica è cambiata, perché nel progetto entreranno anche il San Raffaele, Humanitas University e alcuni centri di ricerca di livello come il Besta. Il tutto mentre il coordinamento rimane in mano ai rettori di Bicocca, Statale e Politecnico.

Quindi, la milanesità del progetto è assicurata. I prossimi passi arriveranno a febbraio, quando gli esperti che sono stati coinvolti presenteranno una prima bozza.

Nessuna novità di rilievo, invece, per quanto riguarda il polo tecnologico di Assolombarda - ma il progetto va comunque avanti - mentre bisogna purtroppo registrare qualche difficoltà per quanto riguarda la parte più importante di tutto il Dopo Expo: il campus della Statale.

Come sospettato fin dall'inizio, i conti non tornano. Anche se la Statale sfruttasse tutto il suo accesso al credito e anche calcolando il guadagno che deriva dal disimpegno degli edifici di Città Studi, mancano ancora all'appello circa 200 milioni. E non è affatto detto che sarà il governo a metterceli.

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