Primarie Pd 2016 Milano: Beppe Sala, le periferie e il Manifesto

Il candidato alle primarie Pd scrive sullo storico quotidiano comunista. Miracoli delle primarie del centrosinistra.

Le primarie Pd 2016 di Milano sono già riuscite a compiere un mezzo miracolo: l'ex commissario della contestatissima (nel mondo dell'estrema sinistra) Expo 2015 scrive su il manifesto per raccontare la sua visione delle periferie milanesi e cosa farà per cambiarle in caso di vittoria. Tema molto interessante, per l'argomento in sé - che è di importanza cruciale - e anche perché mostra il tentativo di Sala di accreditarsi anche nei mondi a lui più lontani.

Ma di che si parla nell'editoriale scritto da Beppe Sala sullo storico quotidiano comunista?

Il primo punto riguarda la necessità di rafforzare lo spirito dell'housing sociale e di favorire un mix di diverse fasce sociali:

Un nuovo modo di concepire l’housing sociale, che trasformi radicalmente i criteri di assegnazione e di gestione delle case popolari, introduca verde, attenzione estetica, funzioni sociali e di co-housing nella nuova edilizia residenziale, favorisca un mix sociale (giovani coppie, studenti, anziani, immigrati regolari) e preveda una varietà di soluzioni: affitto calmierato, acquisto a riscatto, mutuo agevolato, foresteria.

Secondo aspetto dell'editoriale di Sala, quello di dare vita a realtà socio-culturali nelle zone più difficili:

Generare o favorire in ogni zona la nascita di realtà — produttive, commerciali, culturali — attrattive per l’intera città, così da contaminare positivamente la vita dei quartieri; è quello che sta facendo ad esempio la Fondazione Prada, in un’area che si sta popolando anche di laboratori di ricerca, start up, spazi di coworking, imprese sociali, ecc. L’amministrazione comunale deve perciò sostenere ed orientare i privati a investire nelle periferie, anche con iniziative partecipative

Infine, sostenere tutte le iniziative che possono portare inclusione e migliorare la qualità della vita:

Sostenere e moltiplicare quegli spazi e quelle iniziative che — nelle diverse zone della città — contribuiscono alla qualità della vita delle persone, alla loro integrazione e partecipazione: dall’uso delle scuole durante il pomeriggio e la sera per attività culturali e sociali al comodato d’uso gratuito di edifici pubblici per comitati di cittadini, onlus e associazioni che svolgono attività e servizi utili per il quartiere e la città, fino a forme di incentivazione (o sgravio) a quei cittadini che si prendono cura della cosa pubblica (da quelli che curano i giardini ai genitori che dipingono le aule scolastiche). Non si tratta necessariamente di iniziative onerose per la pubblica amministrazione, ma certamente la sfida sarà anche quella di reperire e destinare risorse in modo nuovo, rendendo più efficiente la macchina amministrativa, innovando i processi di appalto, condividendo il rischio con soggetti privati (banche, imprese, enti).

Non è ancora il programma di Giuseppe Sala - che verrà presentato a giorni - ma di certo si tratta di uno spaccato importante su un tema decisivo.

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