La chiusura e i licenziamenti della Alstom Power (General Electric) di Sesto San Giovanni

230 esuberi in due anni, un altro pezzo dell'industria italiana che scompare.

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La Alstom Power di Sesto San Giovanni chiude, un altro pezzo di grande industria italiana se ne va e soprattutto oltre 230 licenziamenti in arrivo. Il tutto in seguito ai progetti di ristrutturazione della General Electric - che con la Alstom si è fusa qualche tempo fa - che sarà completato nel giro di due anni.

La pessima notizia è stata comunicata ieri ai vertici di Assolombarda: 236 esuberi (ma 220 lasceranno già entro la fine di quest'anno) e chiusura del sito produttivo. Per la precisione, si tratta di 132 operai e 102 dipendenti del service che effettua riparazioni delle centrali elettriche un po' in tutto il mondo.

I sindacati preparano la battaglia: "Non siamo disposti a discutere di licenziamenti - spiegano dalla Fiom - ma solo a mentenere la produzione e il sito. La GE deve fare marcia indietro, devono fare una proposta per il rilancio. Gli operai sono competitivi e il lavoro lo sanno fare.

Importante precisare come i poli Alstom Grid e Alstom Ferroviaria non saranno invece toccati e di come, comunque, si proverà a portare la questione a livello nazionale. Anche perché la Alstom ha quattro settori di produzioni - trasporti su ferro, produzione di energia da fonti termiche, da fonti rinnovabili e trasmissione di energia - e nelle sue 12 sede italiane lavorano 4mila persone.

La protesta ha già coinvolto anche i lavoratori diretti, che hanno bloccato la produzione di un rotore destinato al Libano e altro materiale. La vicenda è ancora all'inizio, non è il caso di disperare che possa avere un lieto fine.

Foto | Alstom.com

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