Elezioni comunali Milano 2016: la disperata campagna di Corrado Passera

Ex super manager, ex ministro. Ma la discesa in politica non promette bene, nemmeno nel ruolo di sindaco.

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Corrado Passera ci sta provando in ogni modo, da quando l'esperienza da ministro del governo Monti gli ha fatto venire la passione per la politica e l'ha convinto che era il momento giusto per scendere in campo. Tanto più che - con il centrodestra orfano (più o meno) di Berlusconi - sembrava proprio esserci lo spazio per conquistare gli elettori di centrodestra.

Per il momento, però, le cose non gli sono andate bene. Chissà quanti ricorderanno la "grande battaglia" di Italia Unica - che poi è il partito di Passera - contro l'Italicum, la "legge elettorale bavaglio" per la quale Passera protestò davanti a Montecitorio con tanto di bavaglio in bocca circondato da altri attivisti (secondo alcuni figuranti) del suo partito.

Eh già: un ex super manager che si imbavaglia per una legge elettorale che era ormai sicuro che passasse. La cosa aveva fatto più ridere che altro, e infatti la grande battaglia di Passera era terminata dopo un giorno. Visto che sul palcoscenico nazionale le cose non sembravano andare per il meglio, il nostro ha pensato che fosse il caso di fare un passo indietro e candidarsi alle elezioni comunali di Milano 2016.

Peraltro, un ex manager, ex ministro con ambizioni nazionali che si decide a candidarsi sindaco fa un po' ridere. Sembra davvero un autodeclassamento. Ma evidentemente Passera ha pensato che giocare in casa gli avrebbe consentito di fare bella figura. Staremo a vedere, perché per il momento di lui non si sente parlare mai. Assolutamente mai.

Per dire, si sente parlare più di Iannetta, il quarto incomodo delle primarie del Pd; si sente parlare molto di più dei candidati del centrodestra (che non ci sono) che di lui, che invece c'è e prova in ogni modo a ricordarcelo.

A oggi, però, l'unica ad aver regalato uno sprazzo di visibilità a Passera è stata la Balzani. Che ha ricordato come Sala non sia "l'unico manager a provare a fare politica", citando poi l'esempio di Passera. Come dire: "I precedenti non sono dei più promettenti".

E allora come farà Passera a far parlare di sé? Trovando qualche tema forte con cui combattere la sua battaglia? Un'idea vincente per migliorare Milano? Ebbene, no.

Corrado Passera se la prende con Giuseppe Sala. Che ancora nemmeno si sa se vincerà le primarie, ma evidentemente è il bersaglio prediletto di chi gli contende una parte di elettorato. Peccato che le cinque domanda che Passera rivolge a Sala con l'hashtag #stanabeppesala siano in buona parte già risposte e comunque non sembrano per niente essere all'ordine del giorno nella campagna elettorale che si sta combattendo.

"Cosa nasconde Giuseppe Sala?" è il claim lanciato da Passera. Che sembra più che altro la mossa della disperazione di chi, alla fine, ha ben poco da dire.

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