Primarie Pd Milano 2016: chi votare?

Come scegliere il proprio candidato preferito in vista delle primarie del Pd a Milano.

Come si fa a decidere chi votare alle primarie del Pd a Milano? La scelta non è delle più facili, anche perché - nonostante l'impegno di tutti e tre i candidati in questa campagna elettorale - è innegabile che non ci sia nell'elettorato milanese una conoscenza così ampia dei vari Sala, Majorino, Balzani, Iannetta.

Certo, Sala fa un po' eccezione, visto che il suo ruolo di commissario dell'Expo 2015 gli ha regalato una grande visibilità. Ma nonostante questo, quanti lo conoscono davvero? Quanti sanno davvero quali sono le sue posizioni politiche e i suoi progetti per il futuro della città? La conoscenza di Giuseppe Sala, in molti casi, si ferma al nome e al sapere che lui era il responsabile della grande esposizione universale. Non è in alcun modo una conoscenza assimilabile a quella che gli elettori hanno nei confronti dei leader nazionali.

D'altra parte, nonostante a noi che ci siamo immersi sembra che non si parli d'altro, le primarie del Pd a Milano sono una cosa per pochi. Basti pensare che dovrebbero recarsi al voto al massimo 60mila persone. Davvero poca cosa, in una città da 1.300mila abitanti. E se Sala è il più noto dei quattro, figuriamoci gli altri! Certo, essere vicesindaco come la Balzani, o assessori al Welfare come Majorino, non è certo cosa di poco conto, ma quanti conoscono gli assessori della loro città? Pochi.

E allora, proviamo a dare una mano, a tratteggiare i caratteri generalissimi dei tre candidati principali (e ci perdoni Iannetta) per capire come si può decidere chi è più vicino alle nostre posizioni politiche. Si tratta di un gioco o poco più, per cui prendetelo con le pinze. Potrebbe però tornarvi utile se, nel momento del voto, ancora non siete riusciti a prendere una posizione.

Giuseppe Sala è chiaramente il candidato degli elettori del polo più moderato del Pd. Talmente moderati che, tutto sommato, non sono nemmeno così sicuri di far riferimento alla sinistra, e probabilmente si troverebbero più facilmente definiti da un'etichetta come "liberali". Non disdegnano Renzi, ma non per forza devono essere suoi fan. L'accento è chiaramente messo sulla ricerca di un sindaco efficiente, che sappia gestire le cose comuni (trasporti, acqua, ecc.). Una persona pratica, che ha già dato prova del suo lavoro in un caos come l'Expo. La posizione politica, l'inventiva, lo sguardo verso il futuro passa in secondo piano. Ecco, se vi riconoscete, il vostro candidato è senz'altro Sala.

Francesca Balzani è il candidato degli elettori che più di ogni altra cosa al mondo speravano che si ricandidasse Pisapia. E adesso sono pronti a concedere l'estremo atto di fiducia al sindaco in carica accettando di votare colei che, chiaramente, è la sua candidata. D'accordo, non sarà convincente come Pisapia, e nemmeno particolarmente simpatica, ma rappresenta quella garanzia di continuità che, tutto sommato, moltissimi vanno cercando. Più che un voto alla Balzani, è un voto a Pisapia per interposta persona. Ovviamente, qui ci spostiamo su un asse più a sinistra.

Pierfrancesco Majorino è il candidato di quelli che alla sinistra tengono davvero. E di quelli che alla sinistra appartengono davvero. Per cui non solo gli elettori che fanno attenzione alle periferie, alle case popolari, ai diritti delle minoranze e alle donne maltrattate dai compagni. Ma anche chi, in queste situazioni, si trova realmente e in questi cinque anni ha imparato a conoscere Majorino come un politico davvero vicino al territorio e alle sue situazioni più complicate. Un grande pregio, ma anche un limite, visto che lo connota eccessivamente come il "sindaco dei più deboli" senza che questo ci dica molto su quali possono essere altre sue qualità da sindaco. Nel caso di Majorino, siamo quasi all'estrema sinistra, per quanto - non dimentichiamolo - sempre all'interno del Partito Democratico.

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