Grande Brera: ecco il progetto di James Bradburne

Come sarà la nuova Brera? Ecco cosa ha in mente il manager chiamato dall'inghilterra: ristoranti, shop e soprattutto l'accademia, che resterà dov'è.

Come sarà la nuova Brera, quella nota come Grande Brera? La prima cosa che va detta, parlando di questo progetto che si trascina da decenni, è che l'anima di Brera, vale a dire la sua accademia, resterà dov'è. Addio, quindi, all'annoso progetto di trasferirla nelle caserme Mascheroni; cosa che non piaceva agli studenti e dispiaceva un po' a tutti, anche se lo stato, diciamo così, "particolare" in cui versa l'area accademica faceva pensare che, forse forse, uno spostamente e un ripensamento non avrebbero potuto che giovare.

E invece, niente da fare. Meglio così, sempre che si riesca a ridare decoro a una zona di Brera tanto affascinante quanto inadatta a ospitare studenti e corsi. E per quanto riguarda il resto? La mentalità da manager si fa sentire, e nonostante fosse stata parecchio criticata questa svolta nella gestione dei musei impressa dal ministro Franceschini, le premesse - o meglio: le promesse - sembrano essere buone.

Il cortile verrà valorizzato - e saranno aggiunte anche delle panchine, in modo che gli studenti non siano più costretti a stare tutto il tempo che passano all'area aperta per terra - attraverso uno shop che venderà libri, oggetti ideati dagli studenti e quant'altro; un ristorante e l'apertura serale del giovedì (che è ormai la norma per molti musei milanesi).

Sarà valorizzato anche l'orto botanico attraverso una passeggiata verde che condurrà direttamente lì, in modo da rendere più facile l'approdo a una zona poco conosciuta di Brera. E la Pinacoteca? Anche in questo caso ci sarà un lavoro basato sulla valorizzazione del luogo. In primis: stop ai prestiti e stop alle grandi mostre, l'accento sarà posto sulla straordinaria collezione, anche attraverso la valorizzazione delle sue sale. Staremo a vedere.

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