Le nutrie arrivano in Darsena e parte la caccia

43mila esemplari che si riproducono rapidamente. E adesso stanno arrivando anche in centro.

Personalmente, sono abituato a vederne una quantità lungo la passeggiata della Martesana, e ho sempre fatto fatica a capire le urla di disgusto di molti, considerando che più che a delle pantegane assomigliano a dei castorini. Fatto sta che le nutrie - introdotto nella nostra città (o almeno così si dice) per essere utilizzata per produrre pellicce più economiche - stanno diventando un problema.

È un po' il classico atteggiamento dell'uomo che fa e disfa: introduce una specie, quando poi la proliferazione va fuori controllo o si creano altri problemi, inizia a ucciderle. Tanto più che adesso, dalla campagna, si stanno lentamente spingendo fino al centro di Milano, arrivando in Darsena. E si teme che possano fare danni: "Scavano tane togliendo terra alle rive, causando perdita di efficienza dei canali d'irrigazione, ma nei casi peggiori anche straripamenti. "Laddove trovano una fessura si infilano, scavando. Poi l'acqua si infiltra e quando ghiaccia si creano crepe e si danneggiano gli argini", spiega a Repubblica Alessandro Rota, presidente della Coldiretti di Milano.

Un altro problema non da poco è quello degli incidenti stradali: lungo alcune statali e provinciali nel sud lombardo sembra di assistere a un campo di battaglia: ogni metro un cadavere d nutria investita da un auto. Tutto ciò è segno delle loro proliferazione (si stima che ormai ce ne siamo 43mila): si spingono sempre più lontano, attraversando le strade e raggiungendo il centro della città attraverso i corsi d'acqua.

E quindi, che si fa? A Milano il compito della polizia metropolitana è quello di catturarle e ucciderle, mentre è stata bocciata la proposta di dare la possibilità ad agricoltori e cacciatori di sparare alle nutrie. Tutto ciò non piace a Ermanno Giudici, presidente di Enpa Milano: "Se si svuota un territorio da un animale, si creano condizioni favorevoli perché si riproduca più rapidamente e lo occupi di nuovo. Meglio provare con la sterilizzazione. Oppure si può accettare la convivenza: non sono pericolose per l'uomo, la loro sfortuna più grande è sembrare dei topi enormi".

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