Facce da Milano: gli edicolanti

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Premessa: domenica mattina avevo tempo e voglia di fare qualche foto in giro: così ho tirato fuori dal cassettino una vecchia idea, e un'idea del genere mi piacerebbe applicarla anche ad altre categorie professionali che lavorano in città. Voi quali suggerite? Parto io: meccanici, ciclisti, pescivendoli.

Gli edicolanti di Milano si alzano presto, lavorano dodici ore e fanno una settimana di vacanza l'anno. Sempre se non chiudono il tempietto (l'etimo della parola edicola) ad agosto, quando i milanesi sono in vacanza e i giornali li prendono da un'altra parte. Gli edicolanti sono guardiani: custodiscono abitudini, vedono tutto, sorvegliano pezzettini di vie o piazze. Qualche volta sono anche tabaccai: quasi sempre vedi le occhiaie che spiegano l'alba cui si sono svegliati per tanti giorni di fila.

Sono tutti imbacuccati: adesso non fa ancora freddissimo, ma loro sono già lì, con la giacca invernale, a stare fermi tutto il giorno. A distribuire quotidiani, settimanali, mensili, qualcuno vende anche altro, roba che c'entra niente. E quel qualcuno ti dice "Ma no, solo coi giornali non campiamo più" e mette in mostra pile, giocattoli, caramelle, gomme da masticare, buste piene di chissà cosa, scemenze che chissà quanti bambini chiederanno alla madre di portare a casa e lei cederà per sfinimento.

Qualcuno si lamenta; della crisi, dei giornali, dice che "i quotidiani bene o male tengono", ma per il resto c'è da piangere, non compra niente nessuno. "Forse perché c'è poco che val la pena di leggere", aggiunge. Qualcuno la prende con molta filosofia. Mettono in mostra un po' di tutto, tutto per tutti. Pochi ti dicono che non gli va di fare una foto e due chiacchiere: sono tutti contenti che qualcuno li noti non per lasciare giù un euro e venti, cioè quanto costa oggi un numero del Corriere della Sera.

Arrivano da un po' ovunque, anche dalla Cina, sorvegliando viali trafficati e di passaggio e piazze dove tutti bene o male passano qualche volta, e sbucano dalla finestrella appoggiando sigarette sui posacenere dietro la guardiola: abitano spesso vicino a dove lavorano, o anche no. Qualche volta, come il Manzoni in piazza Duca d'Aosta, a due passi dalla Stazione Centrale, hanno anche dei compagni con cui condividere la giornata. Dei passerotti che mangiano a pochi passi dai giornali in mostra.

Facce da Milano: gli edicolanti
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