La guerra del superattico di Sempione: la nuova frontiera dell'ecomostro

foto attico sempione 2Piazza Sempione 2, ultimo piano di un palazzo di metà Ottocento, vista parco. Al metro quadro una cifra da far rizzare i capelli. Succede che il proprietario dell'ultimo piano decide di costruire una veranda da 300 metri quadrati con tetto coltivato a prato. Colossale. Lo stabile, che dire di pregio è riduttivo, è naturalmente vincolato dalle belle arti.

Se vincolato tutto più facile, direte voi, niente ampliamento da villa hollywoodiana con vetro e acciaio. Nient'affatto perché il megalomane proprietario è uno sgamato: con una causa civile si è visto riconoscere la proprietà del sottotetto, in seguito ha chiesto alla Soprintendenza una deroga ai vincoli e con le modifiche al progetto ha ottenuto l’ok della commissione comunale di vigilanza. Insomma, è tutto in regola.

All'ampliamento si oppongono molti abitanti: "Prima la piazza ha subito l’invasione della movida, ora l’edilizia da far west. Il progetto va fermato" dice il comitato Proarcosempione. I condomini hanno presentato un esposto al Tar con 200 firme. A decidere se il superattico si farà sarà il giudice che sta valutando il da farsi. In caso di sentenza positiva per il proprietario si aprirebbe uno scenario inquietante: chi possiede un sottotetto in palazzi vincolati, e il centro ne è pieno, potrebbe tranquillamente dare il via libera a lavori di ampliamento, anche con parere negativo degli altri condomini.

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