Metroman a 02blog, il fenomeno della metro di Milano si racconta


Giusto ieri vi avevamo parlato delle disavventure di Metroman in piazza Duomo con la polizia, dei suoi show canori metropolitani, delle sue hits. Noi di 02blog, che per questi personaggi abbiamo un debole particolare, non abbiamo resistito alla curiosità e lo abbiamo intervistato, in esclusiva assoluta e probabilmente in anteprima mondiale. E' un'intervista decisamente laconica, ma è assolutamente verace e intensa. Gustatevela tutta!

Cos'è successo mercoledì con la polizia?
Nulla di particolare, mi hanno controllato perche cantavo davanti al Duomo. Niente di grave comunque, ormai ci sono abituato...

Quando hai iniziato a esibirti in metro?
Ho iniziato a cantare 5 anni fa.

Perché lo fai? Per soldi o per la gloria?
Lo faccio per i soldi la gloria non mi basta.

Qual è il tuo obiettivo?
L'obiettivo vero è la rivoluzione cioé lanciare un uomo nuovo punto di riferimento di tutti.

I milanesi sono taccagni o pagano bene per questo genere di cose?
I milanesi sono generosi, sono quelli che pagano più di tutti.

Qual è il tuo pezzo forte?
"Mi vendo" di Renato Zero.

Qual è la reazione dei passeggeri ai tuoi show? Apprezzano o sono indifferenti?
Apprezzano gli show. Mi amano. Ho il consenso popolare, alla gente piace il passaggio da dilettante a professionista, si immedesimano in me perché sono uno di loro. Sono loro che mi hanno creato, per questo mi amano.

Qual è il miglior complimento che hai ricevuto?
"Sei uno di noi".

E il peggior insulto?
"Vattene a lavorare".

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