Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero

Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero

Vi ricordate di quando avevo incrociato per caso la Civica Orchestra dei Fiati del Comune di Milano? Bene: ieri mattina ho fatto un salto a trovarli durante le prove alla Palazzina Liberty in L.go Marinai d'Italia. Come mai provano? Bé, questa sera suonano al Teatro dal Verme per la Festa di Santa Cecilia, la serata inizia alle 21 e l'ingresso è libero. E già le prove, devo dire sono bellissime, affascinanti: come tutte le prove d'orchestra, ci si può raccontare tutto e vedere tutto - e qualcuno se n'era accorto, tempo fa.

Terrò da parte la registrazione dell'intervista col Maestro e Direttore Ospite Leonardo Laserra Ingrosso, eravamo in un ufficetto sotto la Palazzina Liberty, tra le nostre voci si sentono tutti quegli strumenti che si accordano in mezzo a quella bella confusione che c'è negli attimi che precedono le prove d'orchestra - musicisti che arrivano in ritardo, altri ai fiati che "scaldano" lo strumento, altri che lo montano - insomma, una meraviglia. Prima di leggere l'intervista col Maestro però, riepiloghiamo la storia della Civica Orchestra dei Fiati di Milano.

Fondata nel 1859, è attiva da 152 anni, dal 1991 ha una sede prestigiosa, la Palazzina Liberty, dove provano prima dei concerti. Quanto provano? Mi spiegava il Maestro che a volte gli bastano un paio di prove prima del concerto. Come mai questa intesa? Trent'anni a suonare insieme portano anche questo: perché l'ultimo bando e l'ultima infornata di assunzioni nell'orchestra risale ai primi anni ottanta del secolo scorso. Oggi per i concerti si appoggiano anche a una serie di turnisti, ma se guardate un po' le immagini, scommetto che capite da soli chi c'è lì ormai da trent'anni - o forse anche di più, chissà.

CONCERTO PER LA FESTA DI SANTA CECILIA
Il Maestro Leonardo Laserra Ingrosso dirige la Civica Orchestra di Fiati in brani di Michele Novaro, Marco Marzi, Franz Liszt, Pëtr Il'ič Čajkovskij e Giuseppe Verdi.
Venerdì 18 novembre ore 21
Teatro Dal Verme, via San Giovanni sul Muro 2
Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Dopo il salto, l'intervista.

Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero
Stasera la Civica Orchestra dei Fiati al Teatro dal Verme a ingresso libero

Buongiorno Maestro: può presentarsi ai lettori di 02Blog?

Sono il Tenente Colonnello Leonardo La Serra Ingrosso, Direttore della Banda Musicale del corpo della Guardia di Finanza dal 2002.

Prima cosa faceva?
Ho insegnato nei conservatori, ho fatto attività anche concertistica generale, la mia formazione musicale è abbastanza vasta.

Come è arrivato a dirigere - da Direttore Ospite - l'Orchestra dei Fiati del Comune di Milano?
Con un curriculum all'altezza della situazione. La Civica Orchestra dei Fiati di Milano vanta una tradizione di grande livello, 152 anni di storia ad alti livelli. Perciò immagino che la Civica tenga a chiamare a dirigerla direttori di un certo livello e di una certa esperienza.

Cosa ricorda invece il primo impatto che ha avuto con gli orchestrali della Finanza nel 2002?

Certamente nella mia idea artistica c'era più la voglia di diventare un direttore d'orchestra che non un direttore d'orchestra di fiati, o come comunemente viene definita banda. Però quando ho avuto la possibilità e la fortuna di dirigere l'Orchestra di Fiati della Finanza, mi sono reso conto - visto che si trattava di un'orchestra di fiati di alto livello - bene, mi sono reso conto che una banda, un'orchestra di fiati, non ha tanto da invidiare a un'orchestra sinfonica. Perciò l'impatto è stato molto interessante, positivo: soprattutto perché oggi le orchestre di fiati e percussioni, in particolare quelle ministeriali hanno raggiunto un livello artistico di pregevole caratura.

Riguardo alla Civica milanese, mi ha colpito molto il fatto che gli orchestrali siano entrati tutti nell'82/83. Ci sono state aggiunte da allora? È cambiato qualcosa nel nucleo dell'orchestra?
No il nucleo è rimasto identico. Tutte le volte che ci sono concerti importanti hanno bisogno di chiamare delle aggiunte, perché gli stabili sono ventidue persone.

Quanti dovrebbero essere?
Almeno una cinquantina. Quaranta-cinquanta, per avere un'orchestra di fiati o una symphonic band strutturata ai massimi livelli. E quindi tutte le volte che hanno concerti importanti loro della civica hanno bisogno delle aggiunte.

Restando su questo nucleo originale, su quello del 1982, ho pensato all'intesa che avranno oggi. Suonando insieme da trent'anni...
Sì, sì, sono grossi professionisti, hanno capacità di integrazione immediata. E soprattutto c'è da dire che quasi sempre i turnisti sono gli stessi, e conoscono bene i libri, oltre che tutti gli altri colleghi quindi l'integrazione è velocissima.

Sapevo che erano stati anche in tournée anche in America
Sì, e sono stati diretti anche da direttori stranieri, sono stati all'estero, hanno un palmarès importante, ma io non ho mai avuto il piacere di portarli all'estero.

Magari in futuro
Mi piacerebbe.

Parliamo invece di quanto viene utilizzata questa orchestra: la portano in giro abbastanza a Milano? Si potrebbe fare di più?
Un'orchestra più suona e meglio è, per tutti, per loro, i musicisti, che trovano delle motivazioni importanti, ma anche perché mettere su i concerti significa tenersi in allenamento, e anche per chi ascolta, visto che fa sempre piacere sapere che la Civica offre concerti. Sicuramente se fosse possibile farla suonare più spesso anche in altri posti, oltre a Milano, sarebbe la cosa più giusta da fare.

Per preparare un concerto come quello di Santa Cecilia, quanto si prova?
Più prove si hanno meglio è, ma nel caso specifico tutto deve essere compresso entro certi limiti. Grazie alla loro capacità e grazie a un minimo di organizzazione si cerca di fare tutto nell'ambito di tre prove, più la generale. In questo caso - per il concerto di Santa Cecilia - abbiamo avuto quattro mattinate qui alla Palazzina Liberty, tre settimana scorsa, la giornata di oggi, e domani avremo una prova acustica direttamente in teatro.

Quattro prove e via, tutti pronti
Eh sì, assolutamente. A volte se ne fanno anche meno.

Anche un paio?
Sì, è capitato.

Ci sono altre realtà come questa in Italia?
No, non c'è una formazione orchestrale che dipenda dal comune. Ci sono le bande amatoriali in giro per l'Italia, sono anche associate, ci sono delle associazioni importanti che hanno la possibilità di gestire un certo numero di formazioni. Però sono a un livello - come dire - amatoriale, o forse in alcuni casi più che amatoriale: ma stabili come la Civica, nessuna. Questo è l'unico esempio in Italia.

Cosa suonerete stasera?
Domani la Civica dedicherà la prima parte del concerto ai 150 anni dell'Unità d'Italia con un brano molto particolare, dove è prevista anche una voce recitante, che racconterà i periodi salienti dell'ultimo periodo del Risorgimento. Il commento musicale è molto vicino al significato dei racconti, ci saranno dei passaggi molto toccanti, che ci porteranno via via fino all'esecuzione dell'inno nazionale che sarà il culmine di tutta la composizione. Nella seconda parte invece abbiamo voluto omaggiare Franz Liszt, del quale oggi si ricordano i 200 anni dalla nascita, e poi c'è un'idea abbastanza particolare, quella di eseguire il Capriccio Italiano di Tchaikovsky: in un concerto dove fondamentalmente c'era da ricordare un evento storico ho voluto inserire un brano scritto da un compositore russo, che però ha preso spunto da alcuni brani popolari del nostro Paese. E quindi vedremo come questo compositore ha guardato alla musica italiana. In un concerto dove c'è questo avvenimento così particolare, i 150 anni dell'Italia, credo che susciterà la curiosità di molti. Come mai proprio Tchaikovsky? Perché ha guardato alla musica italiana.
  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: