Elezioni comunali Milano 2016: il flop della Lega Nord

Doppiato da Forza Italia, il partito di Salvini è andato decisamente sotto le aspettative.

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Una cosa è certa: Matteo Salvini ha fatto benissimo a lasciar cadere le sue velleità da candidato sindaco di Milano (che sarebbe il suo storico "sogno"), perché in città la Lega Nord ha semplicemente fatto flop. La cosa è giustamente passata inosservata, visto che tutta la narrazione si è concentrata sulla rimonta di Parisi su Sala e il ballottaggio al photofinish, ma è comunque importante.

Ora, la Lega Nord è accreditata da tutti i sondaggi di una cifra che sta tra il 14 e il 16%. La Lega Nord, che non solo ha il nord il suo ovvio territorio d'elezione, non solo ha nella Lombardia la regione da cui sono venuti quasi tutti i leader, ma ha nel milanese Salvini il leader attuale.

Nonostante questo, nelle ultime amministrative la Lega ha preso solo l'11,7%, venendo doppiata da Forza Italia, che ha conquistato il 20%. E meno male che Salvini era pronto a rottamare Berlusconi. Nella capitale del nord, invece, è ancora il Cavaliere ad avere in mano la maggior parte dei voti.

Viene anche da chiedersi come possa essere vero che la Lega arrivi al 15% a livello nazionale quando si ferma molto sotto nella città che era la sua roccaforte. Nel 2011, quando la Lega era in crisi nera, prese il 9,7%. Nel 1997 prendeva già il 15% e nel 1993 era arrivata a uno stratosferico 40% (con Formentini sindaco). Le cose vanno comunque molto meglio che nel 2001 e 2006, quando il partito si fermò tra il 3 e il 4%, ma di certo non si può parlare di risultato soddisfacente.

Probabilmente, la Lega ha sopravvalutato l'efficacia dei suoi discorsi estremisti. O meglio: ha sottovalutato i danni che questi avrebbero fatto in una città cosmopolita. Nel caso vincesse Parisi, quanto meno, Salvini non potrà fare il bello e cattivo tempo.

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