Milano è la città delle start up

Nonostante i pochi investimenti, il futuro promette bene.

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Per il momento, sul fronte start-up e investimenti, l'Italia è davvero indietro. Basti pensare che c'è una sola start-up italiane nella classifica delle migliori 100 d'Europa e che l'anno scorso sono stati investiti solo 100 milioni di euro, contro i 2 miliardi e rotti che arrivano, per esempio, in Francia e Germania.

La situazione, però, sembra sul punto di cambiare. Quanto meno a Milano, visto che delle 5.400 start-up italiane, più di mille si trovano in Lombardia e 800 solo nel capoluogo lombardo. Ma soprattutto inizia a cambiare lo scenario generale milanese: è di pochi giorni fa la nascita di GrowITup a Base, zona Tortona. Un acceleratore creato da Microsoft e Fondazione Cariplo per inserire le più promettenti start up italiane in un ecosistema in grado di metterle in contatto con investitori internazionali e con le più importanti aziende del nostro paese (tra cui Enel, Generali, Barilla, per dirne solo alcune).

L'obiettivo è di attirare un miliardo di investimenti nel giro di tre anni, puntando sui settori in cui l'Italia è già maestra, e di creare 10mila posti di lavoro. Obiettivo ambizioso, ma il progetto sembra avere tutte le carte in regole per portare a termine la missione.

L'ottimismo, in effetti, sembra aver già contagiato anche gli scettici inglesi, che sul Financial Times si sono addirittura azzardati a tessere le lodi delle start up milanesi (e italiane) indicando però anche i tanti limiti contro cui devono quotidianamente combattere, a partire dalle lungaggini burocratiche, che rallentano la crescita del nostro stesso pil di circa il 2%, perdendo qualcosa come 30 miliardi di euro all’anno.

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