Cosa succede con la moschea di Milano?

Il comune promette che continuerà la strada per arrivare a dotare gli islamici milanesi di un luogo di culto, ma sarà un lungo percorso.

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La legge anti-moschee voluto da Roberto Maroni ha sortito l'effetto inevitabile: bloccare la costruzione dei luoghi di culto previsti per le comunità islamiche di Milano. Stando alla legge, si deve garantire che le moschee sorgano in aree collegate a dovere e a una "distanza minima" da altri luoghi di culto; che abbiano una superficie di parcheggi pari ad almeno il doppio di quella dell'edificio; che siano dotate di impianti di videosorveglianza collegati con le forze dell'ordine.

Il piano precedente è quindi stato revocato; ma la promessa è quella di ripartire subito per dotare le future moschee di tutte le caratteristiche previste: "Ma non sarà una cosa breve, come minimo ci vorrà un anno, se non di più, per redigere questo documento, sentiti tutti gli attori territoriali attraverso un percorso partecipato, verificati gli standard urbanistici, vedendo se è possibile stare dentro ai parametri e ai vincoli previsti", spiega il vicesindaco Anna Scavuzzo.

Il centrodestra grida alla vittoria, come fatto dall'assessore regionale Beccalossi: "Bene ha fatto il sindaco Sala decidendo applicare un provvedimento fortemente voluto dal presidente Maroni, una legge impugnata vanamente dal governo Renzi".

Ma la giunta Sala, in realtà, non ha nessuna intenzione di lasciar perdere: "Venerdì – spiega Maran – pubblicheremo una sorta di avviso nel quale inviteremo chiunque voglia aprire un luogo di culto a farsi avanti presentando agli uffici comunali istanze d’interesse". Si riparte, realisticamente, da settembre. Ma visti i mille inciampi che ci sono già stati, è davvero difficile immaginare quando Milano potrà finalmente dotarsi di un luogo di culto destinato ai musulmani.

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