Avevamo parlato della situazione paradossalmente di Piazza St. Ambrogio, sventrata da cantieri infiniti. Il Comune ha le mani legate, ma c’è chi è disposto a tirar fuori i soldi di tasca propria pur di concludere una storia di degrado infinito.
Per stoppare i lavori in Sant’Ambrogio ci vorrebbe qualche milione, necessario a risarcire le spese sostenute dall’impresa che ha vinto la gara nel caso si abbandonasse il progetto. 10 milioni di euro: 6,5 di costi già affrontati dall’impresa e altri 3,5 per i cittadini che hanno già acquistato il box. Il comune ha gettato la spugna: non ci sono i soldi, il parcheggio si deve fare, volenti o nolenti. L’assessore ai Lavori pubblici, Lucia Castellano, spalanca le braccia ai cittadini generosi che vorranno mettere mano a cuore e portafoglio:
Noi non possiamo pagare i 10 milioni che servirebbero per bloccare l’opera, sono costi che non possiamo sostenere per due motivi. Perché sono estremamente alti e perché siamo davanti a un procedimento amministrativo regolare. Se pagassimo per cambiare rotta, la Corte dei conti ce ne chiederebbe ragione. Vediamo con favore la sottoscrizione, annunciata e mai partita, per pagare le penali. Ho chiesto chiarimenti sulle procedure alla segreteria generale e mi è stato detto che è possibile percorrere questa strada.
Se la colletta andasse a buon fine sarebbe il primo caso a livello nazionale di autofinanziamento in una città italiana, a memoria. La cosa, nei limiti, si potrebbe replicare anche per alte zone della città smembrate da parcheggi o cantieri di parcheggi mai partiti. Certo rimane il dubbio: 10 milioni di euro sono un’enormità. Anche ipotizzando una colletta internazionale tra illustri cittadini, raggiungere una tale cifra corrisponderebbe a scalare l’Everest con una gamba sola. Magari se sei facesse avanti un Diego della Valle qualsiasi….
lirriverente
24 nov 2011 - 11:27 - #1Ma solo qui succedono certe cose…pagliacci infiniti!!
chimera222
24 nov 2011 - 11:42 - #2anni e anni di politica scellerata (chi ha voluto i parcheggi? chi ha fatto quei contratti) e questo è il risultato
il comune deve trovare dei bravi avvocati che trovino il modo di chiudere i contratti senza questi onerosi balzelli e senza danneggiare le imprese
Alter_Ego_bannato_per_principio
24 nov 2011 - 12:20 - #3E invece donare 10 milioni alla ricerca contro il cancro e finire i parcheggi no eh?
E se chi vuole i parcheggi (perche’ tanta gente li vuole, i parcheggi servono) raccogliesse piu’ soldi?
Povera Milano, ancora anni di sofferenza davanti a se…
leppie
24 nov 2011 - 12:25 - #4Alter Ego, i parcheggi servono. Fuori dalla città, però. Non in uno dei siti archeologici più importanti d’Italia.
l'universitario
24 nov 2011 - 12:50 - #5Bravi, complimenti, altri parcheggi da bloccare come in Lavater e in Buonarroti….e intanto la gente parcheggia dove può e si becca pure le multe.
Vi informo che hanno iniziato a multare i motorini sui marciapiedi…. da domani lo parcheggio al posto di un’auto, così vediamo.
leppie
24 nov 2011 - 12:53 - #6Universitario, io inizierei a preoccuparmi dei parcheggi che ormai giacciono abbandonati da anni.
Con gli esempi di Piazza Novelli, Rio de Janeiro, Bazzini, Bronzino (non parliamo di Via Ampère) eccetera eccetera, perché un abitante di quelle zone dovrebbe accettare un nuovo disastro ambientale, urbanistico ed economico?
Alter_Ego_bannato_per_principio
24 nov 2011 - 13:05 - #7Leppie
I parcheggi servono dove sono le macchine. In S.Ambrogio parcheggiavano sui muri anche la notte, quelle macchine non le lascia nessuno fuori citta’.
Se poi credi che vietare i parcheggi vietera’ le auto, come vietare la prostituzione e le droghe leggere ha vietato le prostitute e gli spacciatori, allora siamo a cavallo.
Tuttavia concordo che si sia fatto molto male in altri casi di parcheggi appaltati dal pubblico. Casi che hanno portato Moratti alla sconfitta, meritata.
Pisapia dimostra di non voler nemmeno provare a fare meglio, e di essere disposto ad uno spreco di denaro enorme per non essere messo alla prova. Ribadisco: 10 mln alla ricerca, e che Pisapia faccia il suo lavoro di controllore; se fra qualche anno i costruttori non rispetteranno il contratto, saranno loro a dover pagare.
leppie
24 nov 2011 - 13:20 - #8In Sant’Ambrogio non ci vanno le macchine, fine, c’è ben poco da discutere.
Il discorso sulla prostituzione e le droghe leggere non c’entra nulla. Allora permettiamo che in un appartamento di venti metri quadri ci vivano in trenta, perché no?
leppie
24 nov 2011 - 13:25 - #9La gente parcheggerebbe pure sul sagrato del Duomo, a lasciarla fare.
chimera222
24 nov 2011 - 13:32 - #10@leppie
a lasciarla fare, pure dentro il Duomo!
Alter_Ego_bannato_per_principio
24 nov 2011 - 14:19 - #11Leppie
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Il discorso proibizionista c’entra, anche con l’esempio che fai tu. Infatti non vedo nessuna controindicazione nel far vivere 30 persone in 20 metri quadri, se osservano le leggi, pagano il giusto e soprattutto se vogliono. Di certo il loro vicino non ha nessuna voce in capitolo.
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Poi benvenga la decrescita, con annesso abbandono delle citta’ e fallimento dei negozi, e’ certamente ecologico ed e’ la strada intrapresa. Pensa ai costi delle domeniche a piedi, aggiungici il mancato guadagno e facciamo le somme fra un anno.
E’ un peccato che chi sta imponendo la decrescita non si renda conto dell’illiberalita’ autodistruttiva della cosa, ma del resto nessuno dei supporter delle politiche che hanno fatto stragi nel 900 si sono mai resi conto delle conseguenze delle loro idee, se non dopo.
L’abbandono di Milano e’ gia’ iniziato, le case restano vuote o abitate da ricchi o poveri vecchi pensionati. Gente che puo’ prendere il taxi quando vuole e che puo’ pagare 10 mln di euro per NON fare un parcheggio gia’ pagato (vorrei pero’ che chi non vuole i parcheggi ridia anche i soldi al Comune, che invece e’ contento di perdere quanto pagato da giunte precedenti per poi lamentarsi del bilancio).
proust
24 nov 2011 - 14:50 - #12continuo a sostenere che pagare per non avere è una follia.
ben venga la compartecipazione della cittadinanaza ma che almeno sia per AVERE qualcosa: il quartiere che si tassa per restaurare un monumento, per aprire un asilo che manca, per cose utili finanche un parcheggio… ma pagare per NON AVERE resta francamente assurdo…
leppie
24 nov 2011 - 15:17 - #13Proust: hai. Hai una piazza vivibile.
leppie
24 nov 2011 - 15:33 - #14Secondo te i negozi ci perdono con le domeniche a piedi?
Mah.
L’abbandono delle case avviene per i prezzi delle case, i taxi costano perché in Italia non sono liberalizzati.
E ben venga incentivare l’uso del mezzo pubblico. Si chiamano corsie riservate e sequestro dell’auto per chi parcheggia ostruendo il traffico.
gianluca-l
24 nov 2011 - 15:53 - #15Stiamo pagato la politica scellerata di Albertini che ha concesso autorizzazioni per centinaia di parcheggi in tutta la città. Mi è difficile pensare che lui qualcosa non ci abbia guadagnato. A prendere i soldi bisognerebbe cominciare da lui e dagli assessori di quella giunta nefasta.
zordan
25 nov 2011 - 09:10 - #16Mio cugino abita li e ha comperato il box. Una volta finiti i lavori la piazza sarà molto meglio che un autosilos a cielo aperto. Non capisco questi residenti perchè vogliono tornare a silos a cielo aperto.
Il problema dei parcheggi a pagamento è che vengono evitati come la peste perchè cari e perchè le probabilità di prendere una multa sono poche. Quindi anche se la via ha un autosilos ci sono sempre i furboni sui marciapiedi o in doppia fila tanto i vigili non fanno un lavoro capillare.
eceraxa
25 nov 2011 - 12:05 - #17Il problema di come siano stati dati gli appalti per quei parcheggi è evidente; altrettanto evidente è però la necessità di avere più parcheggi sotterranei, perchè la città esplode letteralmente di macchine parcheggiate ovunque, e chi dice che non è vero, in Sant’Ambrogio come in piazzale Lavater è in mala fede. Va poi detto che i parcheggi vanno fatti dove c’è carenza di parcheggi, e questo vuol dire in centro. Semmai può essere un’idea farli solo per residenti, per disinnescare parte delle critiche. Io vivo in via Ozanam, dove grazie alla costruzione del parcheggio sotteranneo la via è ora molto bella, dal cesso che era prima.