I migranti al campo base di Rho, non nell'area Expo

Majorino: "Bisogna sfruttare questo e altri spazi per alleggerire il peso sulla città".

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I migranti non saranno ospitati nell'area Expo, come si va ripetendo da giorni, ma nel campo base di Rho, che dalla zona in cui si tenne l'esposizione universale dista due chilometri. Nonostante le critiche, la soluzione è praticamente inevitabile: al momento a Milano si trovano oltre 3mila profughi: impossibile pensare di non fare nulla mentre la pressione sulla città si fa sempre più forte.

Sono queste le richieste portate all’attenzione del sottosegretario al Ministero dell’Interno, Domenico Manzione, del capo dipartimento per le Libertà civili e Immigrazione, Mario Morcone, e del prefetto di Milano, Alessandro Marangoni, dal Sindaco Giuseppe Sala e dall’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino durante il vertice svoltosi questa mattina in corso Monforte.

“L’incontro di questa mattina – spiega l’assessore Majorino – va nella direzione da tempo auspicata ed è evidente l’accordo su due punti essenziali. Con 3.150 persone Milano ha superato abbondantemente la propria capacità di accoglienza e oggi va aiutata per gestire la presenza dei profughi in modo molto più armonico. Ciò è possibile solo se cessano gli arrivi programmati e se si utilizzano altre strutture per dare respiro alla città, cominciando con l’effettivo impiego della Caserma Mancini di via Corelli, da utilizzare non solo in parte come adesso ma nella sua totalità, per l'assorbimento di richiedenti asilo già presenti in città. Necessario l’impiego come più volte ribadito anche dell’ex campo base di Rho e, in prospettiva, di altre strutture dislocate nell'area metropolitana, luoghi che potranno e dovranno essere messi a disposizione anche di cittadini milanesi bisognosi”.

“Nelle prossime settimane proseguiremo la collaborazione con il Viminale – continua Majorino – per individuare la modalità più efficace per mettere all'opera, su base volontaria, alcune centinaia di richiedenti asilo già presenti nella nostra città. L’obiettivo è di impiegarli in attività utili per la collettività tra cui la pulizia dei parchi e dei giardini e altri interventi antidegrado nei quartieri, ovviamente senza mai sostituirsi a chi già svolge queste attività sul territorio cittadino.

Milano in queste ultime settimane – conclude l’assessore – è riuscita ancora una volta nel miracolo di farsi carico di più di tremila persone. Accade grazie al coinvolgimento del Terzo Settore e della cittadinanza attiva. Questa alleanza tra pubblico e privato resta una condizione indispensabile per passare dall'accoglienza in emergenza alla qualità di interventi sempre più urgenti”.

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