Welcome to Jungle City, la fine del mondo a Milano è già arrivata?


Lo dicevano anche i Maya, nel 2012 ci sarà la fine del mondo. Qualcuno inizia a prepararsi, o per lo meno a immaginare cosa potrebbe succedere nella città di Milano in caso di un'apocalisse. I pochi sopravvissuti vivrebbero in un mondo devastato, alla Mad Max, ma che poi è tanto differente da quello che viviamo oggi?

Se lo sono immaginata Sebastiano Leddi e Samuele Vacca, due videomaker milanesi, con Welcome to Jungle City un mockumentary ironico ma anche ricco di idee e di punti di vista "alternativi" sulla nostra città. Abbiamo parlato del film (che potete vedere qui sopra) con Sebastiano, ecco cosa ci ha raccontato:

Da cosa nasce l'idea di una Milano post-apocalittica?
nel momento in cui viviamo esiste questo continuo tormentone di una fine del mondo ormai prossima, abbiamo provato ad immaginare come potrebbe accadere. Ovviamente dare un taglio grottesco alla vicenda toglie tutta la drammaticità, in questo senso abbiamo fatto un film "diverso"

Quali sono i luoghi di Milano più interessanti da filmare, almeno nella vostra prospettiva da fine del mondo?
I posti più interessanti sono stati i cantieri in zona Melchiorre Gioia, che davano l'idea di questa città in ricostruzione a seguito dei bombardamenti cinesi. Teniamo però presente che ci sono anche tante immagini di New York che servono a dare un'immagine della nostra città ancora più vicina alla megalopoli.

A quali film vi siete ispirati?
Direi che non esiste un film di riferimento, abbiamo provato a fare qualcosa di totalmente originale. magari ci sono riferimenti estetici, ma la struttura è arrivata completamente dalla nostra fantasia.

Milano è prossima alla fine del mondo, o ci sono speranze?

L'Italia è prossima alla fine di se stessa, questa è la verità. La vera catastrofe del 2012 è l'apocalisse economica che ci manderà tutti in bancarotta...

Ci sono scene che avreste voluto girare ma in qualche modo non siete riusciti (e in caso quale è stata la più complessa da realizzare, o quella di cui siete più soddisfatti?)
La scena più tosta da girare è stata quella in cui Cristian D'Angella insultava la prostituta in un freestyle demenziale. Era mattina presto, pioveva e il nostro attore era su di giri, è diventato il nostro idolo.

E infine... girare a Milano?

Girare a Milano non è semplice, soprattutto per un milanese. è difficile vedere le location con uno sguardo neutro, in questo caso abbiamo cercato di tirare fuori una "non Milano", quindi il lavoro è stato doppio. Non condivido l'idea di molti registi sul fatto che Milano sia poco cinematografica, anzi è la città dove giro più facilmente, e anche a livello di interni offre una vastissima gamma di soluzioni.

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