Milano seconda in Europa per raccolta differenziata

Solo Vienna fa meglio tra le grandi città.

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I dati positivi su Milano iniziano a essere ormai così numerosi che a volte si ha la sensazione che si stia esagerando: ieri si scopriva che Milano è di gran lunga la migliore città italiana (e nella top 20 mondiale), oggi si scopre che è addirittura la seconda migliore grande città in Europa, solo dietro a Vienna, per quanto riguarda un tema cruciale come la raccolta differenziata.

La percentuale di differenziata milanese, si racconta su La Stampa, ha raggiunto addirittura il 54%. Livelli davvero nord-europei:

Cestini intelligenti che avvertono quando sono pieni, zero plastica nelle scuole e raccolta dell’umido anche tra le bancarelle dei mercati rionali. Grazie a innovazione tecnologica e impegno educativo Milano punta sempre più in alto sul tema della gestione dei rifiuti. E mentre Roma affonda nell’immondizia a causa di sprechi, inefficienze e costi esorbitanti, il capoluogo lombardo si scopre all’avanguardia nello smaltimento e del riciclo: prima grande città europea a superare il 50 per cento di raccolta differenziata, oggi Milano è a quota 54 per cento. In Europa solo Vienna fa meglio.

L'obiettivo è arrivare al 65% nel giro di tre anni. Merito anche dell'arrivo degli smart bins, cassoni dell'immondizia connessi in rete che avvisano quando sono pieni e altre innovazioni ancora, che hanno attirato anche l'attenzione di una città sempre all'avanguardia come New York, che ha inviato una delegazione dell'assessorato all'Ambiente per studiare il caso.

Ma il vero salto di qualità è avvenuto nel 2012, quando si è deciso di puntare forte sulla raccolta differenziata dell'umido, inviando gradualmente le istruzioni e coinvolgendo una zona per volta. Il risultato è che in pochi anni la percentuale di raccolta differenziata è aumentata di venti punti percentuali.

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