Ma allora come andrà a finire tra Boeri e Pisapia?

stefano boeri bie loscertales pisapia

Che faccenda strana quella del "litigio" tra Giuliano Pisapia e Stefano Boeri. Senti un po' in giro, fai quattro chiacchiere, e cosa vien fuori? Qualcuno ti racconta che è proprio per una questione caratteriale che la giunta - e Giuliano Pisapia - hanno voluto "mettere alla porta" Stefano Boeri. Troppo libero, troppo autonomo, troppo solista nel coro di Palazzo Marino. È il solito problema di quelli bravi: li devi far correre più piano, sennò agli altri viene il mal di pancia. E due sindaci, erano troppi.

Altri ti raccontano che il vero problema, è che Boeri non ha acquisito le abilità del politico, non sa parlare come un politico, non sa gestire la comunicazione e i processi decisionali come un politico. Non può averle quelle competenze perché è un architetto, un visionario, che ha fatto altro dalla politica per tutta la vita. E ha parlato troppo, si è esposto troppo, senza concordare anche le virgole con la giunta. È da leggere questa intervista a Carmela Rozza, capogruppo PD in Comune.

Sarà, ma io continuo a non poter credere che siano solo questi i motivi della rottura - ieri le deleghe riconsegnate a Pisapia di Boeri, il silenzio fino al tardo pomeriggio e poi il comunicato non esattamente conciliante di Pisapia - e delle frizioni tra i due. Non può essere. E infatti c'è anche molto di pratico, nella faccenda. Soprattutto a livello dell'Expo 2015, dove la presa di posizione di Boeri era molto più rigida rispetto a quella, se vogliamo, più realista della giunta e di Pisapia...

E non solo, se oltre all'Expo 2015 vogliamo anche aggiungerci la divergenza di opinioni sul MAC, il Museo dell'Arte Contemporanea ex Ansaldo, mettiamocelo. Ma quindi è solo un problema di forma e di opinioni? Di gestione della comunicazione? Sarà, ma a me continua a sembrare riduttiva questa ricostruzione, ma ammetto anche che è l'unica che c'è in giro, quindi mi adeguo.

E adesso? A questo punto Pisapia deve prendere una decisione, se riconfermare o meno la delega alla Cultura, o chiudere del tutto con Boeri. Magari Boeri potrebbe avere un incarico a Roma col PD - quest'ultima una voce che girava ieri, non confermata né smentita - mentre sempre Boeri, oggi dalle pagine di Repubblica lancia un ramoscello d'ulivo, che è facile credere sarà raccolto.

Facile prevedere la giunta e Giuliano Pisapia lo raccoglieranno - perché perdere Boeri proprio ora, non credo se lo possano permettere - ma di certo qualche delega si sposterà di mano, di sicuro quella dell'Expo. Quell'Expo "regalato a Formigoni" e alla cementificazione. Non sono segreti: leggete questo pezzo del Sole24Ore di qualche giorno fa: si vedono già le crepe, ci si può mettere il dito dentro.

La Regione Lombardia avrebbe sottratto al Comune di Milano buona parte dei suoi compiti nella gestione di Expo 2015, lasciando in carico all'amministrazione comunale solo la vigilanza sulla realizzazione delle opere. Stefano Boeri, assessore alla cultura di Palazzo Marino interviene a gamba tesa nelle querelle sulla governance per l'Esposizione universale. Sostiene che deve essere il Comune ad «avere la guida politica e delle procedure» e che ora «c'è un squilibrio assolutamente sbagliato tra i ruoli dei diversi soggetti» (...) In particolare Boeri pensa alla questione delle aree su cui sorgerà Expo e sottolinea che «i milanesi hanno votato al referendum chiedendo che lì rimanga un grande parco agroalimentare». Il sindaco di Milano però non ci sta. E, con una nota, prende le distanze dal suo assessore. Le affermazioni di Boeri, scrive «sono da considerarsi evidentemente originate da problematiche personali e non politiche»

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