La Street Art torna al PAC di Milano

Dall’8 marzo 5 giorni dedicati alla “Street art” tra incontri, workshop, performance ed eventi gratuiti

schermata-2017-03-07-alle-09-33-50.png

A dieci anni dalla mostra “Street art, sweet art” il PAC di Milano organizza cinque giorni di incontri, conferenze, dibattiti, workshop ed eventi gratuiti e aperti al pubblico per riflettere sul significato che ha assunto oggi il fenomeno della Street art.

“Street art, sweet art. Dalla cultura hip hop alla generazione pop up” - ideata da Vittorio Sgarbi allora assessore alla Cultura e curata da Alessandro Riva al PAC dal 8 marzo al 25 aprile 2007 - è stata la prima mostra in Italia a consacrare ufficialmente, all’interno di un’istituzione museale pubblica, i writers e gli street artist della scena milanese e bolognese, diventando punto d’arrivo o di partenza per molti di loro. Considerato per anni un movimento spontaneo e outsider, un semplice prodotto della sottocultura di massa, il linguaggio della Street Art a distanza di dieci anni è entrato prepotentemente nella scena artistica “ufficiale”, nei musei, nelle gallerie, nelle mostre, nelle fiere d’arte.

Cinque giorni di incontri e conferenze al PAC di Milano saranno l’occasione per ripensare la Street Art oggi, in rapporto alla storia delle sue origini e ai cambiamenti che si sono susseguiti in questi anni, e per verificare l’attualità di una forma espressiva che si contamina con la città, la società e le sue forme del vivere. Da movimento culturale e artistico dal basso, dalla forte carica dissacrante, l’esperienza estetica del Muralismo è diventata strumento di coesione sociale, di partecipazione e di riqualificazione urbana sempre più di frequente utilizzata dalle amministrazioni pubbliche e dagli enti privati per esprimere messaggi encomiastici o celebrativi.

Si parte mercoledì 8 marzo con una serata introduttiva che affronterà lo status quo della Street Art oggi tra illegalità, istituzionalizzazione e mercato, a partire proprio dalle esperienze di genesi della mostra del 2007 “Street Art, Sweet Art” che ha lasciato al PAC un’eredità controversa: il gigantesco intervento sulla facciata realizzato dai due artisti emiliani Blu ed Ericailcane.

Da anni al centro di accese discussioni tra chi desidera cancellarlo e chi invece vorrebbe restaurarlo per garantirgli una durata nel tempo, proprio l’intervento sulla facciata del PAC sarà oggetto di due approfondimenti:

giovedì 9 marzo un focus sul tema del restauro e della conservazione delle opere murali pubbliche con interventi di Alessandra Collina e Antonio Rava, tra i massimi esperti di restauro della Street Art e del muralismo, che presenteranno analisi diagnostiche della facciata stessa del PAC ed esempi di restauri conservativi già realizzati sulle opere di Keith Haring;

venerdì 10 marzo un dibattito pubblico con esperti d’arte e street art per valutare qual è oggi il valore simbolico, artistico e storico del murales realizzato da Blu ed Ericailcane.
La manifestazione avrà il suo culmine sabato 11 marzo in occasione di una Giornata di Studi finalizzata a fare chiarezza su forme ed espressioni che ancora oggi vengono denominate “Street Art”, documentando movimenti, stili, tendenze in rapporto con l’istituzione pubblica, il territorio, il mondo dell’impresa e il sistema dell’arte contemporanea. Verranno presentate le esperienze di writers e street artist protagonisti della mostra Street Art, Sweet Art, in dialogo con curatori, critici, direttori di musei, giornalisti, committenti pubblici e privati.

Nelle mattinate del 9-10-11 marzo il PAC organizza anche workshop formativi diretti alle Scuole Superiori di Milano a cura degli artisti Airone, Orticanoodles e Pao per studiare e sperimentare il linguaggio del writing e della Street rt.

  • shares
  • +1
  • Mail