L'ultimo saluto di Milano al cardinale Dionigi Tettamanzi: i funerali in Duomo

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Oltre cinquemila fedeli, un migliaio di sacerdoti, una trentina tra vescovi e arcivescovi, e nove cardinali, si sono ritrovati martedì mattina nel Duomo di Milano per l’ultimo saluto al cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo del capoluogo lombardo dal 2002 al 2011, scomparso a 83 anni la mattina del 5 agosto.

Con loro, anche i rappresentanti delle principali comunità religiose presenti in città, oltre alla massime autorità civili e militari locali, e una quarantina di sindaci della diocesi ambrosiana. Sulla bara, adagiata su un tappeto di fronte all’altare maggiore, una copia aperta dell’Evangelario Ambrosiano, ai lati i gonfaloni e un picchetto d’onore, mentre nei banchi in prima fila, ad assistere al rito il fratello di Tettamanzi, Antonio, la sorella Gianna, i nipoti, i bisnipoti e la sua storica e affezionata assistente Marina Oggioni.

L’amministratore apostolico di Milano, Angelo Scola, ha letto la lettera inviata dal Papa appena saputo della scomparsa del “caro cardinale”, “tra i figli più illustri e tra i pastori più amabili e amati” della comunità diocesana. Per l’arcivescovo eletto, Mario Delpini, che ha concelebrato la messa, “la ragione che ci ha radunati qui è che è stato facile volere bene al cardinale Tettamanzi, per il suo temperamento, la sua saggezza, il suo sorriso, la sua prossimità alla gente comune”.

Alla fine della partecipata e commossa cerimonia Tettamanzi è stato tumulato in Duomo, ai piedi dell’altare della Virgo potens, accanto all’urna del Beato Cardinale Schuster: “Questa è la sua volontà espressa con la consueta delicatezza” ha spiegato Scola.

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