Bike sharing, a Milano va in scena l'inciviltà

Il bike sharing a Milano come cartina tornasole del milanese incivile? Senza generalizzare troppo ma, visti anche i trascorsi degli anni passati, sembra che il vizio del vandalismo fine a se stesso sia duro a morire anche nella civilissima ed europea Milano: negli ultimi giorni infatti i social si stanno riempiendo di fotografie (alcune le puoi vedere nella gallery in testa a questo post) di biciclette di diversi servizi di bike-sharing vandalizzate, distrutte o gettate ovunque.

La gran parte di esse sono bici arancioni, quelle di MoBike sharing, ma se ne sono trovate anche di quelle gialle di Ofo Bike sharing, due servizi di bike sharing free floating. I clienti, spiegano i nostri colleghi di Ecoblog, non sono obbligati a lasciare la bici nelle rastrelliere al termine della corsa ma possono posarle in qualunque luogo, purché rispettino le normali regole della civiltà e le bici non siano d'ostacolo al traffico o al passaggio dei pedoni.

E forse l'inghippo, come nota anche qualche milanese su Twitter, sta tutto qui:


Domanda triste ma necessaria, anche perché non è la prima volta che succede. Anche agli albori del bike-sharing, con il lancio di BikeMi del Comune di Milano, ci si ritrovò a commentare notizie di biciclette lasciate a casaccio in giro, abbandonate o, peggio, vandalizzate in modo totalmente gratuito.

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