Al Politecnico di Milano si misura l'intelligenza dei robot

Il robot si avvicina all’obiettivo, lo osserva, acquisice ed elabora i dati di posizione e caratteristiche e poi, con una sola mossa sicura, allunga il suo braccio meccanico e afferra l’oggetto. Missione compiuta.

Siamo al Politecnico di Milano, una delle sedi in cui, nell’ambito della settimana europea della robotica, dal 20 al 25 novembre 2017 si sono svolte alcune prove del torneo European robots league, competizione internazionale per misurare scientificamente le capacità dei robot di agire in autonomia, ovvero muoversi, manipolare pezzi, riconoscerli e costruire oggetti. Matteo Matteucci, professore associato al Politecnico di Milano:

“Oggi i robot vengono visti come degli oggetti un po’ del futuro, forse influenzati dalla fantascienza di Isaac Asimov. In realtà molti robot sono già presenti nelle fabbriche e si osserva pian piano, nel tempo che molti robot verranno pian piano ad essere robot di supporto alle persone. [...] Molta della generazione di ricercatori, professori di oggi è cresciuta con cartoni animati su robot o con film di fantascienza, da Blade Runner a 2001, Odissea nello Spazioma quanto di questo c’è nei robot di oggi? In un certo senso molto se si guarda al supporto che molti di questi robot danno all’uomo; si pensi agli esoscheletri o ai robot in fabbrica dove le capacità dell’uomo vengono amplificate per problemi che non potrebbero essere risolti dai soli uomini”

ha dichiarato il docente.

In effetti, la ricerca universitaria va in questa direzione, anche per facilitare, un domani, la vita del genere umano, ad esempio con protesi robotiche per le persone disabili. I due team in gara al Politecnico di Milano, entrambi provenienti dalla Germania; l’AutonOHm dell’Università di Norimberga e b-it-bots dell’ateneo di Bonn-Rhein-Sieg si sono dati battaglia su tre prove: navigazione, manipolazione e recupero pezzi proprio per testare le capacità dei robot di agire autonomamente, gettando le basi, forse, proprio di quella civiltà integrata umani-automi, immaginata da Asimov.

“In realtà – ha concluso Matteucci – siamo molto lontani da un robot totalmente autonomo in un mondo reale. Il lavoro nei laboratori di ricerca va in questa direzione tutta la ricerca nell’ambito della robotica autonoma mira a portare sui robot risultati dell’Intelligenza Artificiale ma prima di vedere un robot totalmente autonomo in un ambiente domestico, passeranno diversi anni”.

Bisognerà aspettare insomma, ma nel frattempo, passo dopo passo, si procede. I dati raccolti in tutta Europa nell’ambito della European Robotics League verranno valutati da una commissione di esperti che, alla fine, decreterà il team vincitore. La manifestazione è stata finanziata dal programma Horizon 2020 dell’Unione europea.

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