
Da quasi un mese è calato il sipario - forse per l’ultima volta - sul Cinema Manzoni con la fine della mostra Parasimpatico, della videoartista svizzera Pipilotti Rist. Piange il cuore a chiamarlo ex cinema: ma merito della Fondazione Nicola Trussardi se a Milano abbiamo potuto rimettere piede in una vera gloria artistica e culturale della città, ormai consegnata all’oblio e forse allo smantellamento.
Il cinema Manzoni infatti ha chiuso i battenti tempo fa, nel 2006, a causa della crisi che ha colpito le grandi sale cinematografiche: specie quelle del centro che non sono riuscite o non hanno potuto - come nel caso del Manzoni, per via dei vincoli delle belle arti - trasformarsi in multisala. La mostra è stata quindi un’occasione unica per rivedere dall’interno un piccolo gioiello architettonico, che risale alla metà del Novecento e che potrebbe essere trasformato in un centro commerciale.
La sala, costruita nel 1947 su progetto dell’architetto Mario Cavallè, insieme a un omonimo teatro sotterraneo tuttora in funzione e una serie di attività commerciali: una struttura a forma di violino da 1400 posti, a 7 metri sopra il manto stradale, con una hall concepita come una piazza coperta. Nell’atrio da 800 metri quadri sculture di Francesco Messina, Franco Oliva, Leone Lodi, Pericle Fazzini e Ferruccio Gasperetti, mentre la sola platea è lunga 40 metri e larga 28.
Per 50 anni il Manzoni è stato la sala più lussuosa del cinema milanese, con spettacoli di balletto e prime cinematografiche, fra cui capolavori di Antonioni come Cronaca di un amore (1950) e La signora senza camelie (1952). Nel 1955 è il primo cinema in Italia – dopo New York e Londra – a proiettare in Cinerama, il sistema con tre macchine che creano in contemporanea un’immagine panoramica.
Adesso il cinema rischia di sparire di nuovo, dopo l’effimera rinascita grazie alla Fondazione Trussardi; anzi, sembra che ci sia un progetto di ristrutturazione per creare un enorme spazio commerciale e lasciare un piccolo cinema, a memoria delle glorie passate. Niente più ottoni, niente più prime, niente più glamour.
Contro questa prospettive e per un recupero del Manzoni in qualità di “bene comune” è nata un’iniziativa promossa da un gruppo di appassionati di cinema (Mietta Albertini, Franco Bocca Gelsi, Giacomo Gatti, Cinzia Masòtina, Luisa e Morando Morandini, Mario Nuzzo, Eva Schwarzwald) per un incontro pubblico sul futuro di questa struttura.
L’obiettivo è proporre
una giornata di “utilizzo culturale” della sala, un momento di forte richiamo che faccia riscoprire il luogo, chiuso da diversi anni, “abitandolo” con rappresentazioni ed interventi.
Appuntamento il 19 gennaio 2012 alle ore 21:00 alla Casa della Cultura (via Borgogna 3, MM San Babila).
Foto | Fondazione Nicola Trussardi
alessioboom1
11 gen 2012 - 20:12 - #1Hanno tutti il vizio di trasformare qualsiasi cosa in un centro commericale. Ma la vogliono finire?
leppie
11 gen 2012 - 20:20 - #2Farà la fine del De Amicis.
dottor-d
11 gen 2012 - 21:06 - #3Se chiude un locale che, pur con diverse funzioni, è rimasto aperto per 65 anni, la notizia non è che chiude: è che è rimasto aperto 65 anni.
teddy_bear
11 gen 2012 - 22:00 - #4Non hanno potuto trasformarlo in multisala x i vincoli delle belle arti e invece trasformarlo in centro commerciale è possibile?!?
non capisco.
chimera222
12 gen 2012 - 01:35 - #5mah a che servono i centri commerciali? a tenere la gente al bivacco nel weekend?
proust
12 gen 2012 - 01:49 - #6Ci sono stato l’ultima volta la notte tra il 19 e il 20 maggio 2005 alla prima di Star Wars: La vendetta dei Sith che cominciava a mezzanotte e un minuto. Non sarà stato pienissimo ma ricordo che almeno mezza sala era venduta, diciamo 700 nerd tutti insieme.
:)
dusper
12 gen 2012 - 01:51 - #7Ha ragione l’utente teddybear, che senso ha che i divieti impediscono i lavori per adattare a multisala ma permettono il centro commerciale? Che vincoli sono? Non credo proprio che il centro commerciale sarebbe un lavoro meno invadente rispetto al riadattamento a multisala
orzowei
12 gen 2012 - 09:31 - #8Oltre al Cinema con l’idea di aprire il centro commerciale sparirebbe anche il Teatro Manzoni, oggi (seppur con carelloni discutibili…) ancora in piena attivitá.
Riky tris
12 gen 2012 - 10:50 - #9Via Manzoni per secoli è stata il cuore pulsante di Milano (basta guardare i quadri esposti nelle nuove Gallerie d’Italia). Adesso è il simbolo della sua evoluzione. Banche dopo banche, enormi spacci d’abbigliamento, coprifuoco e deserto totale dopo le 20. Una città morta, letteralmente.
codroipo
12 gen 2012 - 11:58 - #10un bello ZARA, Pull and Bear, HeM
chimera222
12 gen 2012 - 12:52 - #11morta ma vestita trendy - nella bara ci sta da dio
corrado_978
12 gen 2012 - 22:56 - #12è probabile che il vincolo della soprintendenza riguardi l’atrio d’ingresso e non la sala in se stessa, quest’ultima potrebbe esser trasformata tranquillamente come si è fatto con il Capitol [ ora Armani Hotel/store/cafè/etc.etc.] o il cinema Excelsior oggi Coin Store..
c.