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Riciclaggio dei rifiuti a Milano, nel 1939 eravamo all'avanguardia

Pubblicato: 20 gen 2012 da Andrea Coccia

Commenti dei lettori


Quando pensiamo al riciclaggio dei rifiuti ci vengono in mente le immagini virtuose di qualche svizzero, di qualche svedese o, più in generale, di qualche straniero, soprattutto del nord Europa, il cui paese ci precede di trent’anni buoni in questa pratica virtuosa. Almeno questa è la nostra convinzione, tipicamente italiana, non c’è che dire.

E invece forse questo ritardo cronico non è così vero, o meglio, forse non è sempre stato così. Girovagando su internet si può infatti trovare un fantastico filmato dell’Istituto Luce che dimostra come la nostra città, già 70 anni fa - nel 1939 - fosse all’avanguardia nella raccolta e nel riciclaggio dei rifiuti. Certo eravamo in periodo prebellico, sottoposti a un rigido embargo che ci aveva portato sulla strada dell’autarchia, un po’ eravamo costretti a lambiccarci il cervello perché nulla andasse perduto.

Tra le altre cose, una delle parti più interessanti del video è la spiegazione dei vari passaggi da fare per ottimizzare la raccolta e, di conseguenza, il riciclo: dalla carta, aspirata con flussi d’aria per dividerla dal resto, passando per dei cesti calamitati per i rifiuti ferrosi, fino al passaggio “a mano”, in cui gli operai scandagliavano centimetro per centimetro ciò che restava per assicurare al riciclaggio tutto il materiale possibile. Veramente notevole, da vedere.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Manuele Mariani

    20 gen 2012 - 16:46 - #1
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    nei Magnifici ANNI ‘30 l’Italia ha raggiunto il suo punto di Massimo Splendore e Avanguardia su Tutto_
    era davvero in quell’Epoca il PAESE PIU’ BELLO e AMMIRATO del MONDO !

  • Alter_Ego_bannato_per_principio

    20 gen 2012 - 16:52 - #2
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    I treni erano sempre in orario!

  • Alter_Ego_bannato_per_principio

    20 gen 2012 - 17:00 - #3
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    comunque il video è interessante

  • Profilo di dottor-d

    dottor-d

    20 gen 2012 - 17:52 - #4
    -1 punto
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    In questo campo Milano è ancor oggi una città modello. Il tasso di raccolta differenziata è molto alto, non solo rispetto al resto d’Italia (mi pare che superi la media italiana del 70%) ma anche in assoluto: è di poco inferiore rispetto a quello di Paesi come l’Austria e la Svezia.

  • nova°

    20 gen 2012 - 21:33 - #5
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    Fantastico filmato, basta la volontà e la civiltà (oltre ai soldi che onestamente si possono fare riciclando) per risolvere quasi totalmente il problema dei rifiuti, dalle mie parti si è intorno all’80%, ma purtroppo in molte parti d’Italia tutto questo filmato di 70 anni fa è fantascienza!
    Quei m e r d o s i camorristi e mafiosi hanno interessi ben diversi, piuttosto che riciclare preferiscono lucrare totalmente e smaltire in modo illecito.
    Come mai l’addetto alle calze usate aveva la mascherina e quelli che raschiano l’ossido di stagno no? Magari l’odore e peggio per il primo però li vedevo male quelli dello stagno, metodi efficaci ma che ora sono infinitamente migliori, più efficienti e meno inquinanti.
    Mi compiaccio del servizio porta a porta dei rifiuti, sbaglio o non l’avete ancora adesso a Milano? Come si è riusciti a disimparare e quanti sopravissuti lo ricordavano? Addirittura ti lavavano automaticamente i bidoni, servizio con tutti i crismi, complimenti.
    Ora è più efficiente per loro e ognuno si lava la sua pattumiera (magari esagerando con i detergenti, a occhio è più facile esagerare).
    Eravamo davvero avanti, forse più per necessità che per senso ambientale però funzionava meglio, in 70 anni abbiamo creato enormi discariche… eh già sono arrivati politici in gran parte ciellini con le loro cave da riempire di rifiuti e come fai a non “fargli fare soldi con i rifiuti”?
    Costano di meno e rendono di più ecco perchè… peccato che i soldi che fanno subito poi li fanno pagare per generazioni per i danni (compresi loro perchè da qualche parte dovranno pur vivere… che furbi c@zzo)

  • claudio_2

    21 gen 2012 - 22:05 - #6
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    Bisogna dire ai seguenti hai commentatori&c
    Primo la mano d’opera era piu’ economica, la produzione di pattume decisamente minore e la qualita di questo piu’ alta.
    I materiali erano pochi: 2 o 3 metalli, carta, ossa cotone e lana.
    Oggi una scatoletta di carne DEVE essere plastificata e verniciata e il coperchio di materiale differente deve essere di diverso materiale.
    Se cio’ non bastasse almeno 30 tipi di plastica sono spesso adesi in maniera difforme ad alri materiali e non facilmete separabili.
    Materiali che all’epoca non esistevano come gli stracci che non puliscono in sintetico tanto apprezzati dalle donne.
    Infine il cibo non si sprecava, se si mangiavano 3Kg di cipolle prima di entrare a casa si compravano 3Kg di cipolle a 50m da casa.
    Oggi quelli che credono di risparmiare si comprano carrettate di cibo nei mercatoni del consumo cosi’ lontani da poterci andare solo saltuariamente IN AUTO e, stando a ricerche, marciranno prima del consumo nel 25% dei casi e verranno buttati. Per questo lontano, nei luoghi e nel tempo, trasporto i cibi debboni essere imbustati in contenitori piu’ pesanti del contenuto (si pensi alle buste del prosciutto) che causano tonnellate di spazza.
    Il mercatone e’ adorato quindi il consumatore e’ contro il risparmio e all’ecologia.
    .
    A questo punto e’ d’obbligo se si vuole riciclare qualcosa che non sia ferro separare le tipologie PRIMA, per quanto usare meno spazzatura ovvero andare in negozio, il consumatore non ne vuol prorio sapere.