Milano, capitale italiana degli stagisti?

eleonora voltolina, precari a milano, repubblica degli stagisti, stage a milanoÈ inutile nasconderlo, noi di 02blog nutriamo una vistosa simpatia verso il brulicante popolo dei precari, una simpatia che molto spesso è completa empatia, visto che molti di noi da quella giungla ci sono passati e qualcuno non ci è ancora uscito. Proprio per questo di precari abbiamo parlato spesso su queste pagine, cercando di raccontarvi qualche storia di ordinario precariato metropolitano o tenendovi aggiornati sulla politica del Comune in materia.

Oggi torniamo a parlarvene per farvi toccare con mano alcuni dei dati che sono emersi da una interessante mappatura commissionata dal Comune alla Repubblica degli stagisti, testata di riferimento dei precari italiani diretta da Eleonora Voltolina, la cui missione elettiva è cercare tenere le fila della matassa quasi inestricabile dei lavori atipici, degli stage, dei contratti a progetto, una vera selva per tutti i giovani che si affacciano ora sul mondo del lavoro.

I numeri che emergono dalla ricerca sono impressionanti: 33mila stagisti sul territorio milanese, 90mila se si conta il territorio regionale, e solo il 16,1% di assunzioni post stage (11,6 nell'intera regione), a conferma del fatto che gli stage in Italia non riescano a svolgere la propria funzione elettiva di introduzione al lavoro. L'unico dato che può confortare i milanesi è quello che conferma ancora una volta il vecchio adagio che vede Milano come polo attrattivo, come capitale del lavoro, anche se in questo caso non è assolutamente di lavoro che si sta parlando.

Ma a fare ancora più impressione è l'assenza di dati certi sulle retribuzioni (spesso tra l'altro inesistenti o ridicole, come ben sanno quelli che ci sono passati), sulle mansioni e sulla recidività degli stagisti, che sempre più spesso si ritrovano a perpetrare per anni il loro status prelavorativo. Certo è che questa ricerca della Repubblica degli stagisti, unita all'interesse del Comune per la tematica, è un primo importantissimo passo verso la conoscenza di uno dei settori più opachi del mondo lavorativo italiano. La speranza è che il prezioso lavoro fatto fin qui non venga sprecato lasciando quest'interessante ricerca a prendere polvere su qualche scrivania.

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