Oggi è la Giornata della Memoria, in cui si ricorda quel 27 gennaio 1945 quando l’esercito sovietico entrò ad Auschwitz. Si legge qualcosa su Polisblog e su Booksblog, dove trovate una poesia di Yehuda Amichai e anche su Cineblog. E a Milano invece che succede per ricordare quel giorno? Tra le tante iniziative - ieri la targa al binario 21 in stazione Centrale - oggi c’è una cerimonia allo Stadio Meazza per ricordare Árpád Weisz: allenatore di calcio ebreo ungherese, scopritore di Giuseppe Meazza, allenatore dell’Inter sul finire degli anni venti - con quella che al tempo si chiamava Ambrosiana vinse uno scudetto - tecnico del Bologna negli anni trenta, allontanato dall’Italia a causa delle leggi razziali del 1938 e morto ad Auschwitz.
si torna dunque a parlare di questo tecnico ebreo ungherese che potremmo tranquillamente definire uno dei padri nobili del calcio moderno. Un padre, però, che per tanti anni è stato letteralmente dimenticato. Eppure fu l’uomo che inventò i ritiri estivi, che scoprì nientemeno che Giuseppe Meazza (lanciandolo in prima squadra a 17 anni) e che contribuì a fare grande, grandissimo, il Bologna. Con una metodologia di lavoro decisamente all’avanguardia.
Così scrive Simone Monari sulle pagine di Repubblica Sport. E aggiunge:
Quella di Weisz è senza dubbia un’avventura esaltante dal punto di vista sportivo, drammatica da quello umano perché l’intera famiglia dell’allenatore ungherese pagò con la vita nei campi di concentramento la barbarie delle leggi razziali. Weisz, la moglie Elena (nata Ilona Rechnitzer, anche lei ebrea ungherese) e i figli Roberto e Clara, furono costretti a fuggire prima a Parigi poi in un piccolo centro nei Paesi Bassi. E anche lì, alla guida del Fc Dordrecht, Weisz in panchina fece miracoli, illudendosi di riprendere una vita quasi normale. Ma quando i tedeschi occuparono anche quelle terre, i Weisz finirono per essere deportati ad Auschwitz. E da lì non ne uscirono più. “Mi sembra si chiamasse Weisz, era molto bravo ma anche ebreo e chissa come è finito”, scrisse tanti anni fa Enzo Biagi.
L’idea di un match Inter-Bologna per ricordare Weisz l’aveva lanciata Gianni Mura - ricorda PazzoperRepubblica - ora pare che qualcosa si muova anche nelle società e la partita si faccia. Intanto oggi, si scopre la targa - alle 16 - per la partita vedremo in futuro. Se volete saperne di più, c’è questa bella pagina messa online per il centenario del Bologna Football Club, e anche un libro edito da Aliberti nel 2007 Dallo scudetto ad Auschwitz. Vita e morte di Arpad Weisz, allenatore ebreo.
Marco zucca
27 gen 2012 - 22:49 - #1Oggi è il Sacro e Santo giorno della memoria dell’olocausto. Ma nei forno crematori non è che ci siano finiti solo gli ebrei ma anche gli omossesuali sia Gay che Lesbiche, gli zingari (che certe persone che oggi celebrano la gionata dell’Olocausto sarebbero fiere di rimandarceli) i Testimoni di Geova (chi non vorrebbe che queste moleste persone ci ritornino?), i comunisti (quelli di una volta, invisi anche agli Americani, i Liberatori in ogni epoca) e chiunque non bacisse le chiappe dei nazisti. Oggi il nostro Presidente della nostra Repubblica delle Banane si compiace di celebrare l’Olocausto.. dimenticandosi dei Dimenticati dell’Olocausto.. dimenticando di ripetere agli ebri ed ai loro servi che non è che se tu hai subito un torto devi fare la stessa cosa ai Palestinesi.. Ammesso e non concesso che i celbratissimi comandamenti valgano solo in certi casi .. come ci poniamo nei milioni di bambini che crepano ogni anno in Asia, Africa ecc. Se si celebra la memoria della Frank come mai nelle scuole non viene celebrata che ne so io, il diario di una bambina del Burkina Faso, dell’Afganistan, di Napoli .. morte perchè non sono ebree ? Ma uccis edalla Democarzia? Meditate, gente, meditate…