Ma i Navigli quando li riapriamo?

darsena progetto riqualificazione

Della riapertura dei Navigli milanesi si parla ben da prima del referendum di indirizzo di Milano Sì Muove del giugno scorso. Oggi leggo su Arcipelago Milano questo dialogo tra un architetto e un urbanista firmato da Jacopo Gardella - è arrivato al quarto episodio, qui la prima puntata - in cui si discorre proprio di come e se riaprire i Navigli milanesi. Gardella è un architetto che conosce bene e ama Milano, e ha scritto un gioco delle parti molto carino, pieno di notizie storiche ben documentate ma poco note - e ringrazia il prof. Gianni Beltrame per i dati, di rimbalzo lo facciamo anche noi.

Per dirne una, non so quanti di voi ricordassero del progetto di Piero Bassetti negli anni settanta.

rammento infatti che anni fa Piero Bassetti, primo Presidente della Regione Lombardia, aveva prospettato un collegamento navigabile fra la Svizzera e Venezia, passando da Milano; e aveva insistito molto per realizzarlo; ma l’inerzia dei politici e la diffidenza dei finanziatori avevano ostacolato e fatto morire il suo progetto. Tutto si è fermato e nessuno oggi ne parla più.

B – Tuttavia il progetto merita un commento, perché indicava una prospettiva non nuova nella storia dei Navigli. La rete delle comunicazioni per via d’acqua, auspicata da Bassetti, già in passato era stata prevista allo scopo di collegare Milano con i porti dell’Adriatico; si pensava si unire i due laghi lombardi (Verbano e Lario), con il litorale veneto; e perfino di creare un collegamento ininterrotto tra Svizzera italiana (Canton Ticino) e paesi slavi, affacciati sulle coste dell’Istria e della Dalmazia. La navigazione si sarebbe svolta lungo i corsi d’acqua del nord Italia; percorrendo sia fiumi naturali (Ticino, Adda, Po), sia canali artificiali (Naviglio Grande, Naviglio di Pavia, Naviglio della Martesana, Naviglio di Paderno). Gli ingegneri di una volta non mancavano di coraggio.


Decisamente no. Ma non c'è mica solo questo di interessante nel pezzo di Gardella.

Perché si citano anche vari progetti di "riapertura" dei Navigli. Ho scelto di mettere le virgolette perché alcuni sono più radicali, altri prevedono una riapertura più simbolica.

A – Vi sono alcune persone che credono nell’utopia: anzi nella pazzia, come dici tu. Recentemente, a uno dei soliti incontri organizzati dall’instancabile e ammirevole Emilio Battisti, abbiamo visto alcuni architetti (Umberto Vallara; Antonello Boatti; Marco Stanislao Prusicki con Giovanni Cislaghi), fare tre proposte stimolanti e molto diverse tra loro.

B – Sapresti descrivermele sinteticamente?

A – Certo. Vallara è della tua idea: non crede nella possibilità di riaprire i Navigli né di farvi scorrere, come una volta, l’acqua corrente. Propone tuttavia di ricordare e di rendere noto il loro intero percorso, che – come sai – si svolgeva all’interno della città, intorno al centro storico. Per fare ciò Vallara pensa di lasciare un segno e di mettere in evidenza questo percorso, segnandone una traccia di colore azzurro brillante, sull’asfalto delle strade che oggi ricoprono la vecchia Cerchia dei Navigli. Pensa anche di segnalare i luoghi in cui si trovavano opere di particolare importanza (ponti, conche, laghetti); e di esporre pannelli e tabelloni contenenti grafici, disegni, fotografie, e ogni altra notizia – tecnica, storica, urbanistica – necessaria a illustrare l’opera idraulica oggi scomparsa.


E fin qui siamo nel campo del simbolico. Bello, per carità, ma simbolico. L'architetto Emilio Battisti ha messo sul suo sito tutti i progetti, con slide e rendering per farsi un'idea: dateci un'occhiata, c'è anche il masterplan Navigli del Politecnico e della Regione Lombardia.

Su Scribd invece ho trovato questa tesi di cui il prof. Boatti è stato relatore.

Milano: tornano i navigli

Concludiamo: il dialogo tra l'architetto un po' sognatore e il quadrato urbanista si conclude con le osservazioni di quest'ultimo. Tutte legate alla effettiva fattibilità di una vera riapertura delle vie d'acqua milanesi

E infine vi è un ultimo ostacolo che impedisce definitivamente qualsiasi ipotesi di navigazione, sia per trasporto di merci sia di passeggeri: sono le chiuse. Ve ne erano molte lungo la Cerchia dei Navigli; ed erano necessarie a superare vari dislivelli, tutti di lieve entità, ma ineliminabili.

Ora un salto nel passato: rileggiamo il quesito di Milano Sì Muove del giugno scorso:

“Volete voi che il Comune di Milano provveda alla risistemazione della Darsena quale porto della città ed area ecologica e proceda gradualmente alla riattivazione idraulica e paesaggistica del sistema dei Navigli milanesi sulla base di uno specifico percorso progettuale di fattibilità?”

Eh, allora come oggi, come dire di no? Sarebbe una meraviglia. Ultime notizie a riguardo? I 175 milioni di euro stanziati verso l'Expo 2015 per la Darsena e le vie d'acqua, e sulle pagine milanesi de Il Giornale circa una settimana fa si leggeva Enrico Marcora, consigliere regionale UDC affermare

«Riaprire i navigli è un progetto ambizioso - sostiene Marcora - ma che però potrebbe far schizzare Milano in vetta alla classifica delle città più vivibili riportando l'acqua ad essere la protagonista della nostra città. Ora ci aspettiamo che l'amministratore delegato di Expo torni in commissione Territorio e segua le indicazioni del Consiglio regionale».

Il 12 gennaio scorso a Palazzo Marino è stato presentato il progetto per la riqualificazione della Darsena e delle vie d'acqua, ma se volete saperne di più questa domenica, il 5 febbraio, al Dal Verme c'è l'incontro “La Darsena ritrovata. Le Vie d’Acqua”. Gli ospiti compongono una lista a dir poco eterogenea

Philippe Daverio, Gualtiero Marchesi, Salvatore Veca, Piergaetano Marchetti, Luca Doninelli, Livia Pomodoro, Fedele Confalonieri, Carlo Tognoli, Umberto Veronesi, Umberto Eco e Franca Sozzani

Ingresso gratuito dalle 11 del mattino in poi, basta registrarsi sul loro sito.

Foto | ©TMNews

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