Logo Blogo

Salviamo i ciclisti, città più sicure per chi va in bici in Gran Bretagna e in Italia

Pubblicato: 13 feb 2012 da Luca Albani

Commenti dei lettori

cities fit for cycling

Salva i ciclisti! In Italia la “Gazzetta dello Sport” ha già aderito sulla spinta dei blogger italiani che hanno preso a cuore “Cities fit for cycling”: stiamo parlando della campagna Città più sicure per i ciclisti lanciata dal “Times” di Londra per sensibilizzare cittadini e legislatori circa l’assurdo numero di vittime stradali su due ruote che ogni anno si registra in Gran Bretagna (e non solo).

Se i giornalisti britannici hanno voluto così omaggiare la loro collega Mary Bowers (27 anni, ancora in coma dopo essere stata investita da un camion), i colleghi della “Gazza” hanno appoggiato l’idea in ricordo di Pier Luigi Todisco, una penna della rosea che ad ottobre 2011 in viale Sarca a Milano in bici ci ha lasciato la vita.

Milano grazie ai numerosi blogger appassionati di bici e alla “Gazzetta” ha fatto propria “Cities fit for cycling”; chiunque di voi invece volesse contribuire al successo di questa iniziativa può condividere la lettera/appello che troverete dopo il salto, se siete su Twitter utilizzate l’hashtag #salvaiciclisti. Gli aderenti saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti.

Gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire.

La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni). In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi dieci anni. In dieci anni in Italia sono state 2556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli otto punti del manifesto del “Times”:

1) Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote;
2) I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato;
3) Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti;
4) Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione;
5) La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida;
6) 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili;
7) I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays;
8) Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Cari direttori, il manifesto del “Times” è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento. Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 3.67 su 5)
condividi condividi
14 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Nick5555

    13 feb 2012 - 16:18 - #1
    0 punti
    Up Down

    Io ho girato in bici a londra e rispetto agli automobilisti Milanesi quelli sono dei gentleman. Penso che all’estero non abbiano idea dei rischi che corri a girare in bici a Milano per via della maleducazione e pericolosità di auto e moto.
    Comunque un’iniziativa lodevole ma cosa vuoi che gliene freghi all’incivile al volante??? Quello pensa solo a salvare i punti e il portafoglio e visto che nessuno pattuglia le strade l’incivile ha vita tranquilla.

  • GGGGG001

    13 feb 2012 - 22:22 - #2
    -1 punto
    Up Down

    Se invece di fare i puntigliosi sui gentleman londinesi o i killer milanesi i ciclisti imparassero a rispettare le regole della strada ci sarebbe meno incidenti e sicuramente sarebbe più protetti, vanno contromano, sui marciapiedi e passano col rosso… io sono uscito dal cancello di casa in motorino per farmi centrare da un idiota, non ciclista, contromano sul marciapiede che pretendeva di avere pure ragione….!!!

  • Daniele Camnasio

    14 feb 2012 - 00:18 - #3
    -1 punto
    Up Down

    assolutamente basta difendere i ciclisti, io da pedone a milano ho rischiato piu di essere investito dai ciclisti che dalle macchine. bisognerebbe metter piu vigili che multassero sti ciclisti indisciplinati.. si dovrebbero VERGOGNARE!!!

  • Daniele Camnasio

    14 feb 2012 - 00:19 - #4
    -1 punto
    Up Down

    ciclisti incivili, si vergognassero dei loro modi!!!!!

  • Profilo di dataghoul

    dataghoul

    14 feb 2012 - 08:51 - #5
    0 punti
    Up Down

    diaciamolo, gli incivili esistono in tutte le categorie: automobilisti, motociclisti, ciclicsti e pedoni.
    stranamente, sono proprio i più incivili di ogni categoria che, in genere, si lamentano delle altre…
    ;-)
    se le regole ci sono, vanno fatte rispettare a tutti.

  • Profilo di zordan

    zordan

    14 feb 2012 - 09:48 - #6
    0 punti
    Up Down

    L’italia è proprio il paese dei rosiconi.

  • Daniele Camnasio

    14 feb 2012 - 11:12 - #7
    -1 punto
    Up Down

    beh sapete io sarei stufo di rischiare di esser travolto da un ciclista quando esco di casa… Poi se c’è da far illazioni se uno si lamenta o a dargli del rosicone, invece di accettare la realtà…. Per forza il nostro paese fa cosi schifo si difende sempre chi non segue le regole e si accusano gli altri -.-’

    .. e diciamolo @dataghoul magari sei tu uno di quei ciclisti incivili che non rispetta le regole e quando viene preso in causa, come scarica barile rilancia sugli altri -.-’

  • Fralube

    14 feb 2012 - 11:50 - #8
    -1 punto
    Up Down

    iniziativa inutile vista la sua impraticabilità (500 incroci si esaurirebbero nella sola Milano) e soprattutto egoista. Si egoista proprio come i ciclisti: pensano di essere più furbi, gli eletti, vogliono privilegi quando per primi non rispettano il CDS. Egoista perché andrebbe estesa anche ad altre categorie, in primis pedoni e motociclisti: quanti ne muoiono ogni anno? loro si arrangiano?
    Copiare a caso dai britannici non ha senso, la cultura automobilistica e il senso civico è totalmente differente.
    Se volevano fare qualcosa di utile dovevano inventarsi un programma da soli, adatto all’italia, includendo tutte le categorie a rischio.

    ps: a scanso di equivoci, non sono un rosicone, in bici ci faccio i miei bei kilometri ogni weekend.

  • ero supergino

    14 feb 2012 - 14:19 - #9
    0 punti
    Up Down

    incredibile, questo blog è pieno di verginelle del cds, assolutamente immacolate
    sante subito

  • Profilo di codroipo

    codroipo

    14 feb 2012 - 15:16 - #10
    0 punti
    Up Down

    ciclista milanese : ciclista londinese = automobilista milanese : automobilista londinese

    chissà cosa fa la differenza

  • lucasso2

    14 feb 2012 - 16:13 - #11
    3 punti
    Up Down

    la differenza la fa che l’automobilista e il motociclista ti fanno respirare veleno, fanno avere ai tuoi figli continue malattie respiratorie, rendono la città pericolosa tanto che rischi la vita nell’attraversare sulle strisce, fanno rumore, creano stress…tutto per girare comodamente x un buco di città come milano!

    Quando incrociate un ciclista ringraziatelo!

  • anrewbst

    15 feb 2012 - 01:32 - #12
    0 punti
    Up Down

    fralube, ti sei fatto sgamare in pieno, prima parli in terza persona poi dici che la bici la usi anche tu (a scanso di equivoci). Ma va a ciapa’ i ratt!
    Cosa significa poi che sono egoisti, me lo devi spiegare… che si tengno tutte le botte per loro?

  • Fralube

    15 feb 2012 - 12:05 - #13
    -1 punto
    Up Down

    @anrewbst parlo in terza persona perché non sono un ciclista, ma un utente della strada. La differenza è che quando prendo qualsiasi mezzo cerco di pensare a tutte le categorie.
    Ad esempio quando prendo la bici (puoi non crederci :) ) mi fermo ai rossi, sulle strisce, non prendo strade in contromano alla cieca, do la precedenza, e soprattutto, quando c’è una ciclabile la uso. Certo l’ultima vale soprattutto in provincia, visto che in città non se ne vedono molte, ma sapete quanti pantani della domenica ti trovi in mezzo a strade di campagna con la ciclabile al fianco? Voi mi direte di no, ma io tutti questi comportamenti li vedo quotidianamente nei ciclisti cittadini e non.

    L’egoismo è pensare una rivoluzione stradale solo per sé. Ci sarebbero milioni di cose da cambiare sulle strade per il bene di tutti, a partire dall’educazione, ma bisogna fare solo i comodi dei ciclisti, perché? Categoria eletta? Perché non inquinano? Non è egoistico pensare così?

    Visto che l’argomento è come una religione dubito di trovare non integralisti, quindi mi tiro fuori dalla discussione. Buona iniziativa.

  • jerp

    15 feb 2012 - 14:35 - #14
    0 punti
    Up Down

    Honk! Precedenze ai ciclisti anche a Londra.

    Dopo le “rivoluzioni” 1) belga e 2) francese (vedi note piè pagina) che consentono ai ciclisti di ignorare i semafori rossi in alcune situazioni, anche nella capitale britannica si cominciano a studiare soluzioni innovative per garantire una maggiore sicurezza stradale.

    Transport for London ha intenzione di rivedere la viabilità di 500 incroci per miglirorare la sicurezza dei ciclisti. L’intenzione è anche quella di sperimentare un “verde anticipato” per i ciclisti ai semafori. Questa decisione segue il primo incidente mortale dell’anno che ha visto il coinvolgimento di un ciclista, che ha sollevato l’urgenza di miglioramenti alla sicurezza. Alcuni incroci molto congestionati della capitale britannica verranno analizzati prima della prossima estate, con lo scopo di introdurre delle modifiche prima dell’inizio dei Giochi Olimpici.
    Secondo il Sindaco di Londra, Boris Hohnson “Stiamo assistendo a un cambio di passo nel modo nel quale le persone scelgono di spostarsi, ma anche nel modo nel quale i ciclisti vengono percepiti sulle strade. Per questo credo che dobbiamo far evolvere i modi nei quali gestiamo e progettiamo la nostra estesa rete viaria, quindi ho chiesto a TfL di rivedere centinaia di incroci della città valutandone la sicurezza e la adeguatezza ai ciclisti”.

    1) http://nuovamobilita.wordpress.com/2012/02/07/vie-al-popolo-in-belgio/

    2) http://nuovamobilita.wordpress.com/2012/02/10/semafori-e-ciclisti-rispetto-delle-regole-o-regole-per-luomo/