Com'è finita con il distributore di idrogeno in zona Bicocca?


Che fine ha fatto quello che doveva essere il primo distributore di idrogeno di Milano, anzi, in tutta Italia? Parlo di quel cantiere inaugurato con tanto orgoglio nel 2004 in via Guido Venosta, zona Greco/Bicocca. Il cartellone recita "Idrogeno in cantiere. Parte il futuro". Ma il futuro di questo progetto, in realtà, non è mai partito e - a quanto pare - difficilmente partirà a breve.

Era stato annunciato un impianto in grado di rifornire auto e bus a idrogeno, una struttura che avrebbe fatto di Milano "un laboratorio di sperimentazione a zero impatto ambientale". Costo? 400mila euro, cifra stanziata dal Comune attraverso la partecipata Zincar srl, dalla Regione e dal ministero dell'Ambiente. Insomma soldi nostri, rimasti appesi a un progetto mai andato in porto. Dove sono finiti quei soldi?

Nel 2007 l'allora direttore generale della Zincar, Francesco Baldanzi - ai microfoni di CorriereTv - assicurava:

"Abbiamo avuto le autorizzazioni per la costruzione del distributore, abbiamo atteso due anni ma finalmente a fine novembre avremo già molto o qualcosa di visibile"

Di visibile - dopo due anni, nel 2009 - c'era solo la bancarotta della società e, dopo due anni ancora, nel 2011 - l'iscrizione nel registro degli indagati proprio di Francesco Baldanzi e di altri 4, tra dirigenti della partecipata e manager comunali.

I capi della Zincar - con la complicità dei funzionari pubblici - si sarebbero fatti finanziare i progetti, mentendo sullo stato di avanzamento dei lavori e intascandosi poi i soldi ricevuti dai committenti. E non solo per il distributore di idrogeno, ma per decine di altri progetti dai nobili fini ambientali. Il sindaco Giuliano Pisapia ha assicurato che il Comune si costituirà parte civile per recuperare i danni economici e morali subiti da quella vicenda. I milanesi aspettano di vedersi restituiti quei 400mila euro e - magari - di non vedere più l'ecosostenibilità come la migliore scusa per impantanarsi in reali o presunti malaffari.

Cosa c'è di nuovo all'orizzonte? Nell'ottobre scorso si leggeva che dopo ormai otto anni il mai nato distributore di idrogeno in Bicocca potrebbe tornare in gioco

Marchio Mercedes, “Evobus” si rifornirà al deposito Atm di San Donato, già attrezzato, e in un’altra stazione ancora da costruire, dicono dal Pirellone forse alla Bicocca o a Monza. E chissà che questa sia la volta buona per l’idrogeno milanese, un’esperienza partita non proprio col piede giusto: nel 2004 Formigoni inaugurò il primo distributore di idrogeno alla Bicocca, valore 400mila euro, che poco dopo finì smantellato.

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