Un po' di numeri sui cervelli in fuga milanesi

cervelli in fuga milano

Il Comune di Milano apre uno sportello per semplificare il ritorno dei cervelli in fuga milanesi. Ok, una buona notizia, ma aggiungiamoci qualche numero uscito in conferenza stampa:

i primi dati relativi al sondaggio condotto da Italents e Comune di Milano, cui hanno risposto 1.200 “cervelli in fuga” all’estero e ad altri 200 già rientrati in Italia. Sui 1.200 attualmente all’estero, sono 229 i milanesi e 29 quelli provenienti dalla nostra Provincia. Sui 200 che sono ritornati a lavorare in Italia, oltre il 40% è attivo a Milano

Altri numeri sull'esodo intellettuale erano girati nel settembre 2011

Le cifre, eloquenti, dicono che la “colonia” ha superato quota 60mila nel 2011, crescendo del 134 per cento negli ultimi dieci anni. Un incremento che nella fascia d’età 2335 anni supera il 180 per cento: da 2.897 a 8.138 unità. Fra questi, laureati in cerca di meritocrazia, aspiranti imprenditori, ma anche tanti ragazzi respinti dal mercato del lavoro interno

Sempre a settembre 2011 anche dalle nostre parti se ne era parlato, e c'era stata una bella discussione con un centinaio di commenti delle vostre esperienze di italiani all'estero. Cervelli in fuga delusi dall'Italia, o anche delusi dall'estero. Doppia domanda non retorica: se foste all'estero, oggi, vorreste tornare in Italia? E ribaltando la questione: quanti milanesi vorrebbero andarsene da qui? Comincio io: non vorrei andarmene, né potrei, qui alla fine sono legato a troppe cose. Ma fossi all'estero credo non ci penserei mezzo secondo a tornare...

Soprattutto perché non credo le cose possano migliorare nei prossimi mesi e sono abbastanza d'accordo con quanto scritto da Davide Reina...

Davide Reina è un'economista della Bocconi e spiegava ieri su Cado in Piedi di un fenomeno non nuovo, il brain drain, il progressivo impoverimento intellettuale di un Paese causato dai talenti che se ne vanno

Giovanni ha studiato e si è laureato in una grande università italiana. Una di quelle isole d'eccellenza che il mondo ancora ci invidia. E sul più bello, nel momento in cui potrebbe dare un grande contributo di competenza, energia e innovazione, lo perdiamo. L'Italia è l'unico tra i grandi paesi europei ad avere una "bilancia commerciale dei cervelli" o, come si usa dire un brain drain, in negativo. In poche parole: ogni anno il numero di laureati che lascia il nostro paese è superiore al numero di laureati che vi arriva. Diventiamo più ignoranti ogni anno che passa. Tra il 1990 e il 2000 il numero di laureati italiani che se n'è andato all'estero è quadruplicato

Prosegue Reina con un paradosso: i nostri ottimi neolaureati - milanesi, Milano offre atenei straordinari - sono talmente sottopagati da essere attraenti per delocalizzazioni - intellettuali, certo - dalla Cina

E dire che i nostri laureati in materie scientifiche sono tra i migliori a livello europeo. Solo che li paghiamo poco, pochissimo. Milano è diventata la Bangalore d'Europa: una città con università che laureano eccellenti ingegneri, ma che li retribuisce con stipendi "indiani". Al punto che molte società cinesi stanno aprendo a Milano centri di ricerca e sviluppo. Secondo la loro analisi, infatti, siamo ai primissimi posti in Europa per qualità dei laureati in materie scientifiche, ma agli ultimi per livello degli stipendi

Foto | ©TMNews (purtroppo non è passato da Milano quel bel cervellone azzurro: è un'installazione del 2009 a Bruxelles)

  • shares
  • Mail
15 commenti Aggiorna
Ordina: