Ventuno marzo, la giornata delle giornate: anche a Milano

ventun marzo la giornata delle giornateOggi, 21 marzo, è la Giornata Internazionale dell'ONU Contro il Razzismo: a Milano una catena umana di 800 studenti circonderà dalle 10 il Duomo. Resto sempre un po' così quando dal calendario saltano fuori queste ricorrenze, magari ci penso qualche minuto, o qualcuno di più come ora. Il 21 marzo poi è la giornata praticamente di tutto, e sono tutte giornate giuste, da tenere a mente, che ti ricordano cose cui pensare: è la Giornata Mondiale della Poesia, indetta dall'UNESCO, ma è anche la Giornata contro le Mafie organizzata da Libera, e non ultima è anche la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down.

E come si fa a essere a favore del razzismo? Come fai a essere contro la poesia? Come puoi non volere che la mafia scompaia? Come fai a non essere dalla parte di chi ha avuto in dote un cromosoma in più? Non puoi, perché puoi solo se sei un razzista, un gretto, un mafioso o un miserabile. Problema: di razzisti, gretti, mafiosi e miserabili al mondo ce ne sono e non pochi. Ma quanti sono a Milano?

Per quel che riguarda le discriminazioni in base alla razza, Milano non mi sembra una città violentemente razzista. Poco accogliente, un po' fredda, qualche volta tendente al gelido, ma non razzista in senso stretto, quello no. C'è una piccola minoranza rumorosa un po' razzista, che a volte riesce a sopraffare una enorme maggioranza silenziosa. Mentre di sicuro vedo una città che ha perso la poesia, che non sa cosa farsene, quello sì: lì sì, un po' di grettezza la vedo, e quella grettezza ci porta direttamente al punto successivo.

La mafiosità? E se fossimo diventati una città non tanto di mafiosi, ma mafiosizzata? Bé, anche lì: non in senso stretto, ma sì in senso giudiziario e purtroppo non da oggi. Da quanti anni si parla di mafia, camorra e 'ndrangheta a Milano? Da che mi ricordo. Infine: una città di miserabili, umanamente parlando, di indifferenti a chi ha bisogno?

A volte potrà sembrare, ma non credo sia così: almeno non è miserabile e indifferente quel microscopico spicchio di città che vedo, incontro e conosco.

Ma magari mi sbaglio e questa è solo la Milano che vedo io. La vostra, com'è?

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