La Stramilano "illegale" di 02blog

Stramilano Illegale

Brutta bestia la pigrizia. Soprattutto quando il paradosso è che far parte dei 50 mila che hanno partecipato alla 10 chilometri della Stramilano non è certo da pigri. Il problema è che fidarsi di chi ti dice che ci si può iscrivere anche l'ultimo sabato mattina in Piazza Duomo potrebbe trasformarsi un damma. La mia Stramilano infatti inizia con un cartello scritto a mano che annuncia il tutto esaurito. Impossibile iscriversi. Impossible is nothing, dico io e inizio un tour de force che da Piazzale Loreto mi porta fino a Corso San Gottardo alla ricerca di un ultimo pacco iscrizione per la corsa. Davanti alla dura realtà mi sono quasi deciso di approfittare della domenica a piedi per visitare alcuni luoghi del Fai quando mi suona il cellulare e un amico mi chiama per darmi l'appuntamento per la mattina dopo. Ecco l'idea. Appuntamento a pochi metri dalla partenza, davanti a un negozio decisamente riconoscibile di Corso Vittorio Emanuele, corsa fino a Parco Sempione e poi si cerca un varco per arrivare all'Arena. Insomma, in pochi secondi mi trasformo nel primo running squatter d'Italia.

L'idea non è male, non faccio parte del fiume umano che ha invaso all'alba piazza del Duomo ma riesco a godermi la Fanfara dei Bersaglieri che preannunciano il colpo di cannone e la partenza della mandria di podisti. Detto tra noi, vederseli venire addosso fa un certo effetto, quasi un pacifico tsunami che rapidamente riempie anche i portici che per il resto dell'anno sono deputati allo shopping metropolitano.

I personaggi che si vedono in giro sono tra i più strani. Parte del casting di Priscilla, giovanissimi, anziani, atleti "poco" in forma, chi corre col monopattino in braccio, e cani (tanti cani, ma di questo ne parleremo dopo...) ma il personaggio più curioso è un anziano sportivo che da oltre 30 anni partecipa alla corsa con una tela sotto braccio, un pennello in mano e un cinturone con i colori a olio al posto dei proiettili a pallettoni. A quando una mostra delle opere "di corsa"?

Stramilano Illegale
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La corsa, conclusa con un indegno tempo di 1 ora e 25 minuti, è stata però un continuo spunto per foto che mostrano i retroscena dell'evento, come le lunghe ed estenuanti code ai pochi bagni chimici sul percorso o l'assalto al punto di ristoro posto a 7,5 chilometri dalla partenza, un open bar a base di bevande isotoniche e barrette di cereali dove la sindrome da free drink era forte come a una serata all'Hollywood. Di lì a pochi metri il gran premio della montagna, la temibile scalinata del ponte che dalla ferrovia nord porta in Triennale, luogo dove caviglie e legamenti crociati facilmente salutano i podisti meno allenati. A circa metà strada c'è tempo anche per il Cumenda milanese che, in barba alla domenica a piedi, litiga col ghisa perché lui proprio deve attraversare il fiume di 50 mila persone per una non precisata ragione di carattere nazionale... i commenti dai corridoi sono tra il divertito e lo sconsolato...

Di lì a poco l'ingresso al Parco Sempione, il passaggio nel collo di bottiglia di via Gadio dove gli amatori si son0 inchinati ai veri atleti partiti da meno di un minuto e poi l'ingresso all'Arena. Il cuore accellera il battito. Non certo per la volata finale, la coda impedisce qualsiasi velleità agonistica dell'ultimo metro, ma per il fatto che senza pettorale avrei potuto essere lasciato fuori dalla selezione all'ingresso. Non entrare all'Arena sarebbe come non aver corso la Stramilano. Mi faccio piccolo, mi nascondo dietro alcuni ragazzi pieni di palloncini rossi, scivolo tra i podisti alla caccia della medaglietta che di diritto non mi spetta e riesco a entrare i Arena. Lo scorcio è suggestivo, c'è gente ovunque, alcuni amoreggiano a terra come se fossero sopravvissuti alla Marathon de Sable. Mi guardo in giro e inciampo in una coppia di cani che hanno seguito il loro padrone nel percorso e lì il dramma si compie.

Due simpatici Jack Russell mi guardano come volendo farsi beffa di me, mostrando la loro pettorina. Mi guardo in giro e sono tantissimi i cani iscritti alla corsa. Sono ovunque. Una voce che corre nell'arena vuole che una muta mi 27 beagle abbia corso ciascuno con la sua pettorina, ma credo che si stia esagerando. E poi non ho visto volpi per la caccia. Ora, io sono un amico dei cani, sono sicuro che anche i quadrupedi abbiano i loro diritti. Ma era la pettorina che ho inseguito per un intero sabato, quella pettorina che mi ha fatto correre come un infiltrato...

Foto Carlo Prevosti

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