Il nemico pubblico numero uno dei ciclisti a Milano: il pavè



Non sono il solo a pensarlo. Il pavè a Milano è la croce di tutti i ciclisti urbani. Per parte mia li evito come la peste. La mia bicicletta da corsa non li digerisce e io non ho nessuna intenzione di torturare, oltre che la mia bici, le mie articolazioni. Così, come oggi, quando devo percorrere obbligatoriamente tratti con il pavè (Corso di Porta Romana e Crocetta, per intenderci) cerco di farlo transitando sul marciapiede.

Pensavo alla soluzione. O l'asfaltatura delle strade lastricate dal Fu Napoleone Bonaparte, oppure la posa laterale di lingue di asfalto per permettere la circolazione delle due ruote senza i pericolosi sobbalzi che rendono instabile la pedalata. Non c'è dubbio che il pavè abbia una valenza storica e paesaggistica e la sua rimozione comporterebbe oneri (per posatura e manutenzione) che il Comune non è in grado di accollarsi.

La soluzione immediata consiste nell'evitarli. I ragazzi di BikeDistrict, per esempio, hanno pensato ad un sito che calcoli un ipotetico percorso ciclistico evitando le strade lastricate. Detto questo volevamo sapere per parte vostra i tratti più pericolosi e quelli che odiate di più quando li percorrete con la vostra bici. A tal proposito il nostro Gianluca Longhi aveva stilato la classifica dei 5 peggiori lastricati di Milano. Ne aggiungereste altri?

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