Cosa fare quando ti rubano la moto a Milano


Spinto dal suggerimento del buon vecchio Gabriele mi metto in carreggiata anch'io e denuncio pubblicamente la sottrazione del mio amatissimo mezzo a due ruote motorizzato: "È tanto liberatorio" mi dice (con una vocetta alla Gianfranco Funari). Sarà, ma per il sottoscritto è stata una tragedia di dimensioni epiche. Quando ti derubano il mezzo il senso di vuoto è paragonabile solo alla sensazione che deve aver provato il signor Pederzani, dell'omonima gioielleria milanese, dopo il furto da 700mila euro nell'ottobre 2008. Con la differenza che il mio amato mezzo non era assicurato.

Dopo aver scoperto il furto in pieno centro di Milano (in via Torino, fuori dal cinema Apollo), essermi sfogato con tutta la volta celeste e le inevitabili ingiurie alle divinità, sono corso a fare la denuncia alla questura di via Fatebenefratelli, l'unica aperta in orario notturno in città. Un nottata da incubo. Un'anticamera infinita, fortissime luci al neon che impietose accentuavano le mie profondissime occhiaie e un senso di disagio diffuso. Tre ore lunghissime. Ora l'attesa di un evento che non si verificherà mai: il ritrovamento del mezzo rubato (a proposito di uso personale del blog: è quella in foto, se la vedete in giro...).

Ma andiamo oltre. Dopo qualche settimana smarco il senso di disagio diffuso (che torna sempre ai semafori) grazie al famoso detto "morto un papa, facciamone un altro". Solo che se prima ero proprietario di una motocicletta, ora sono diventato proprietario di un anonimo scooter, visto che i tempi sono quello che sono e per l'acquisto di una nuova motocicletta dovrò aspettare. Prendere la decisione non è stato facile perchè nella scala di valori del motociclista diventare scooterista è una sorta di auto flagellazione.

Oggi dopo il passaggio di proprietà per lo scooter scopro che devo tornare al PRA di via Durando (dove il passaggio di proprietà costa 100€) per la cancellazione della mia moto dal Pubblico registro automobilistico pagando la cifra di 38 euro (50 senza la carta di proprietà). Questo onde evitare il pagamento del bollo per gli anni a venire. Insomma, la lezione che ho imparato e che voglio condividere con voi è questa: legate sempre la vostra amata due ruote, anche solo per andare a comprare il pane. Oppure, nella più funesta delle possibilità, maledirete quella leggerezza dovuta alla fretta per tutta una vita. Maledetta fretta.

Vi è capitata un'esperienza analoga? Avete maledetto la fretta anche voi? Raccontateci la vostra, "è liberatorio".

  • shares
  • +1
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: