
La primavera è iniziata da pochi giorni (almeno quella metereologica) e i Navigli tornano a vivere. La riapertura dei corsi d’acqua infatti ha ridato finalmente dignità ad alcuni degli scorci più pittoreschi della città di Milano, anche se la lotta alle alghe sembra non essere vinta definitivamente. Domenica invece la nuova stagione colorerà le alzaie in una delle manifestazioni più belle che si svolgono lungo i canali, si tratta di Fiori sui Navigli, un mercato di piante, fiori e attrezzature da giardino provenienti da tutta Italia che riempiranno di colore e di profumi le sponde del Naviglio Grande, dalle ore 09:00 alle 18:30.
L’effetto scenico sarà sicuramente stupefacente, infatti ogni espositore deve rispettare alcune regole fondamentali, in particolare quella di allestire scenograficamente il suo spazio in modo da creare un effetto cromatico spettacolare. In pratica una sorta di gara non dichiarata a quale sarà la bancarella (anche se chiamarle così è riduttivo) più bella e coinvolgente. Dopotutto la pubblicità è l’anima del mercato e i fiori sono praticamente i cartelloni pubblicitari del mondo vegetale (se mi passate la similitudine).
Oltre all’esposizione di fiori e piante, anche i negozi e gli atelier d’arte dell’area compresa tra l’Alzaia Naviglio Grande e Ripa di Porta Ticinese, fino a Porta Genova rimarranno aperti tutto il giorno a disposizione dei numerosi visitatori.

Eccoci arrivati al terzo appuntamento con la nuova rubrica per chi vuole visitare Milano in tempi rapidissimi. Basta un weekend per vedere tutto quello che conta a Milano o è troppo? E se ci vengo solo per poche ore cosa faccio? Cosa fare? Dove andare? Dove fermarci a dormire? Scorriamo i giornali e non riusciamo a decidere.
Chiudiamo gli occhi e immaginiamo un ideale percorso per condurre mano nella mano un amico a scoprire cosa vedere (e cosa evitare): una lista dei posti imperdibili, almeno per noi (quindi assolutamente opinabili). Cosa fare a Milano in quattro, otto, ventiquattro ore. O in un week-end.
Scatta la missione impossibile. Sincronizziamo gi orologi e, nonostante il freddo pungente, prepariamo il fiato e i muscoli a una corsa in “apnea” per Milano della durata di quattro ore. Ovvio che questo lasso di tempo non è certo sufficiente per scoprire la metropoli lombarda, ma proviamo a impostare un percorso che vi conduca dove non potete non andare. Diciamocela tutta, questa volta la cultura possiamo lasciarla da parte perché richiede tempo e noi di tempo proprio non ne abbiamo.
Milano, lo abbiamo già detto non è una città molto grande per estensione, quindi questa volta ci organizziamo un percorso che permetta di spostarsi in modo rapido utilizzando soprattutto due tipologie di mezzi. Dimenticatevi gli autobus, sempre imbottigliati nel traffico, la metropolitana invece sarebbe comoda per spostamenti più lunghi, ma per oggi ci dedichiamo a giro molto più a stretto contatto con le strade. L’idea è quindi quella usare i propri piedi per camminare o di approfittare di qualche passaggio rapido in Tram (meglio con un biglietto giornaliero da 3€ in tasca).
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L’happy hour e i Navigli: la quintessenza di un certo tipo di “milanesità”. Se anche per voi l’aperitivo è un sostituto economico della cena, e i canali meneghini non vi hanno ancora dato sui nervi, segnatevi questo nome: la Ringhiera.
Il prezzo di base è altino, 8€, ma in cambio il locale offre vari vantaggi. L’abbondanza del cibo, innanzitutto: difficile che i vassoi nell’ingresso rimangano vuoti per più di qualche minuto. Difficile anche non trovare nulla di proprio gradimento.
La qualità del cibo, infatti, è generalmente molto alta (nei limiti di un buffet, sia chiaro!): piatti caldi costantemente riscaldati, pasta, gnocchi, frutta, dessert, verdura e chi più ne ha più ne metta. Siamo (quasi) sui livelli del non troppo lontano L’Hora Feliz.
La Ringhiera: happy hour sul Naviglio Grande
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